I ritardi di Leopard

Bottleneck:

Leopard is far too big a project for any simple explanation to fully explain why it has fallen behind schedule. But from what my sources at Apple tell me, this is a case where the PR spin is in fact essentially true. It’s not so much that talent was pulled from OS X to work on the iPhone, but that they were pulled from the Mac part of OS X to work on the iPhone part of OS X.

(Via Daring Fireball.)

Tanto, come sempre, non sapremo mai la verità. E’ la main feature di Apple quella di restare abbottonata.

Certo non siamo ai tempi di Copland e delle blue e pink card. Mac OS X è una realtà affermata e con un indotto solido intorno. Nessuno da più per spacciata Apple (vedi il commento a caldo di Brent)

E’ evidente che dietro l’affermazione ufficiale c’è molto più di quanto Apple voglia dirci: potrebbe occorregli tempo per stabilizzare Leopard, eliminare Bug, migliorare le performance su macchine più vecchie (non dimentichiamoci che Time Machine promette di backuppare tutto in tempo reale). Un OS promesso come super rivoluzionario e pieno di feature segrete non può deludere le aspettative.

Normalmente non serve a niente mettere programmatori da un progetto A ad un progetto B con scadenza più urgente di A se questi non hanno conoscenze specifiche. Da qui la deduzione di John sulla sinergia di conoscenze fra iPhone e Mac OS X.

Mi sa che pensionerò direttamente il vecchio Nokia 6600 per approdare ad iPhone 1.0, senza passare da un Nokia (dal prezzo) intermedio.

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3 thoughts on “I ritardi di Leopard

  1. ciao da una “bolsi” come voi. ogni tanto vi seguo e vi leggo, per tutti i vs siti, anche se siamo distanti ma un po’ tutti quanti uniti. con i miei più cari saluti…

  2. @eleonora: a dire il vero non siamo “bolsi” di cognome ma proprio di fatto… è uno stato dell’animo, uno modo di essere zen, ma soprattutto di constatare la propria bolsaggine cronica.

    Comunque sia, benvenuta su bolsi.org… prima o poi dovremo fare una pagina “about bolsi” :)

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