Terremoto: notizie dall’interno

Un paio di mesi fa abbiamo fatto il ritrovo del ventennale dei fisici del mio anno. Nonostante ci fosse l’aiuto di Facebook per trovare i più dispersi, un manipolo di tardo-goliardi si scrive quotidianamente una mail, tutti quanti uniti da un bel CC: scritto a mano.

Uno di questi lavora all’Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia e non passa giorno che almeno una mail beffarda non parta dall’INGV.

Alla cena dei fisici, confrontando le rispettive vite lavorative, Olivo disse che se fosse arrivato un sisma il venerdi sera, ad istituto già vuoto, tutti sarebbero tornati di corsa, incollati alle scrivanie finché fosse stato necessario.

Il terremoto dell’Aquila è arrivato domenica sera. Lunedi mattina nessuna mail e nessuna risposta alle nostre. Oggi arriva questa che pubblico con il permesso dell’interessato:

la prima e’ una buona notizia.

la stazione a 5 km dall’epicentro ha retto. Nessuna interruzione nel flusso dati e nessun danno ai sismometri.

Immaginatevi quanto cazzo e’ stata forte la scossa: sull’accelerometro di Aquila, e’ dentro al castello
per chi e’ pratico, si vede un abbassamento di 15 cm in 3s, con un picco di accelerazione di .3g, circa 3 metri al secondo.

L’altra buona notizia e’ che il sistema a cui lavoro di 2 anni insieme ai colleghi per rimpiazzare il sistema di monitoraggio in sala sismica, ha retto l’urto della sequenza sismica, con circa 700 eventi registrati in circa 15 ore.

La brutta notizia e’ che ancora non ci si capisce un cazzo sui terremoti, e che non e’ il nostro mestiere prevederli. La bruttissima notizia e’ che ancora non si e’ capito che anche fare il buco nel muro per mettere il contatore del gas, indebolisce la stabilita’ di un palazzo.

Domenica sera alle 20:20 c’e’ stato un 4.6 a Forli, sentito da Bologna fino a Riccione. e alle 20:48 un
3.9 all’aquila. Il futuro, per ora, non e’ scritto.

stanotte saro’ in turno in sala sismica.

saluti