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	<title>Fed's Bolsoblog &#187; tablet</title>
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	<description>Anch'io col mio blog. Ecco.</description>
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		<title>Il Tablet dopo tanti keynote</title>
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		<pubDate>Wed, 27 Jan 2010 15:01:46 +0000</pubDate>
		<dc:creator>federico</dc:creator>
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Il keynote di stasera di Apple arriva dopo una lunga serie di eventi simili che hanno contrassegnato la seconda era Jobs dal 1997 ad oggi. L&#8217;aspettativa per&#242; &#232; seconda forse solo alla presentazione del primo iPhone.
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			<content:encoded><![CDATA[<p><img src="http://www.bolsi.org/bolsoblog/wp-content/uploads/2010/01/Apple-Media-Event-January-27th.jpeg" alt="Apple Media Event January 27th.jpeg" border="0" width="451" height="305" /></p>
<p>Il keynote di stasera di Apple arriva dopo una lunga serie di eventi simili che hanno contrassegnato la seconda era Jobs dal 1997 ad oggi. L&#8217;aspettativa per&ograve; &egrave; seconda forse solo alla presentazione del primo iPhone.</p>
<p>Eppure il <a href="http://lucadebiase.nova100.ilsole24ore.com/2010/01/immaginando-la-presentazione-del-tablet.html">copione</a> ce lo si pu&ograve; immaginare facilmente insieme agli eventuali fattori di <a href="http://www.mantellini.it/?p=7548">smorzamento di entusiasmo</a> come disponibilit&agrave; limitata iniziale, i relativamente pochi contenuti disponibili, immissione sul mercato europeo ed italiano tardiva.</p>
<p>Difatti questi aspetti sono quelli che trattengono noi vecchi utenti dallo spaccare il salvadanaio la sera stessa dell&#8217;evento e dall&#8217;incollarci ai siti di news (magari anche complice il dover mettere a tavola alla stessa ora due ibabies affamati)</p>
<p>Abbiamo seguito eventi in un&#8217;epoca in cui Apple arrancava inseguendo il tradizionale concetto di computer e ricarrozzandolo con l&#8217;eleganza e la potenza <em>for the rest of us</em>. Abbiamo passato keynote su keynote a sfatare il mito dei megahertz, a sollazzarci per la collaborazione di nuovi editori di giochi e di una scheda video decente di serie, mentre la concorrenza PC sfornava GPU fumanti macinapoligoni. Ricordo tristemente applausi per una porta firewire sugli iBook (Parigi 2002, se non erro. Del resto i PC manco sapevano cosa fosse, ai tempi).</p>
<p>Era per&ograve; un&#8217;epoca in cui si sperava che il keynote successivo sfornasse <a href="http://www.engadget.com/2010/01/26/the-apple-tablet-a-complete-history-supposedly/">l&#8217;erede del Newton</a>, una sorta di ipod con schermo e interfaccia firewire (ho il mockup di un improbabile <em>iFire</em> in qualche vecchio mail) e si credeva facilmente a fotomontaggi proprio come oggi. Per questo si perdeva di vista l&#8217;evoluzione graduale di una ditta che doveva prima consolidare le fondamenta, sia pur innovando, inseguendo un mercato precostituito, dove un iMac male accolto significava guai seri.</p>
<p>Poi sono arrivati iPod e iPhone, la conquista del mercato PC con iTunes e BootCamp e quindi un&#8217;era di <a href="http://www.apple.com/pr/library/2010/01/25results.html">liquidit&agrave;</a> e di nuovo mercato (itunes store, App store) creato da Apple stessa. Da iPhone in avanti Apple ha mano pi&ugrave; libera e disegna i contorni dei suoi prodotti e dei suoi servizi. Questo non significa successo automatico, anzi. Piuttosto scrittura delle proprie regole.</p>
<p>E ormai le <a href="http://daringfireball.net/2009/12/the_tablet">regole di Apple</a> le conosciamo bene: prodotti ben riconoscibili e interfaccia su tutto. non dimentichiamoci intere sezioni di keynote per un bottone su una finestra del Finder o su un&#8217;iApp come iPhoto o iDVD. Ergonomia ed eleganza, mettere in condizioni l&#8217;utente di creare, lavorare e divertirsi dimenticandosi quasi dei comandi che sta impartendo alla macchina. Messa a frutto appieno dei building blocks di Mac OS X (OpenGL, Core animation, core audio, etc. etc.). Gentile e fermo <a href="http://daringfireball.net/2010/01/apple_adobe_flash">allontanamento</a> di chi si discosta dagli utensili ufficiali. E infine calata del prodotto nel mondo reale sullo sfondo di un servizio come iTunes store, dove un utente giovane, sorridente, multirazziale, vestito casual, fruisce del mondo multimediale tutto a portata di dito. L&#8217;apoteosi del prodotto olistico, nel bene e nel male, non chiuso ma osservante di regole e componenti che non alterino l&#8217;esperienza Apple. Prodotto che prende quel che gli basta dal mondo open source per iscriverlo nel &#8220;canone Apple&#8221;. Lontano, se non antipodico, al modello Google (con ampie sacche di chiusura anch&#8217;esso), un&#8217;azienda gestita da ingegneri e non da designer, col focus sulle funzionalit&agrave; prima che sul &#8220;tutto&#8221;. Concorrente ideale.</p>
<p>L&#8217;attesa c&#8217;&egrave; anche per noi vecchi utenti, dunque. Apple &egrave; vicina alla realizzazione di progettare il personal computing come vuole lei. Speriamo che non ci deluda. Un fatto mi conforta: Apple in genere arriva a darti la feature che manca proprio quando allunghi la mano per cercarla, quando sperimenti qualcosa che vorresti fosse fatto meglio, pi&ugrave; elegante, pi&ugrave; fluido, pi&ugrave; Apple. Io in questi giorni faccio fatica a sfogliare le pagine dei miei eBook sul mio amato e neoarrivato Kindle.</p>
<p><a href="http://sharethis.com/item?&wp=2.8.6&amp;publisher=347a245b-f559-432d-89fc-525b4ff62e6c&amp;title=Il+Tablet+dopo+tanti+keynote&amp;url=http%3A%2F%2Fwww.bolsi.org%2Fbolsoblog%2F2010%2F01%2F27%2Fil-tablet-dopo-tanti-keynote%2F">ShareThis</a></p>]]></content:encoded>
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