La massima del giorno
Capisco perché non ho figli, non so realizzare siti in cui parlarne.
(Fabrizio)
Capisco perché non ho figli, non so realizzare siti in cui parlarne.
(Fabrizio)
E, in tutto questo, chiamano per le vaccinazioni.
Sì, perche’ a tre mesi Cesare dovrebbe anche essere vaccinato.
Questo dice il computer dell’ASL trentina, quantomeno.
Domani dovro’ richiamare la solerte vaccinatrice per dirle che difficilmente potro’ portarle il tatino… cosa faccio, srotolo cannule e cavi lungo i 200 Km di strada dal Sant’Orsola fino a li’?
Estratti della cronaca di questi giorni:
Ecco, siamo ancora qui e non ci sono nemmeno le Olimpiadi… datemi una videocassetta con il nuoto sincronizzato!
Stabile, stazionario. Qui tutto e’ stabile, stazionario. Anche le mosche volano sul posto.
Stanotte non riuscivo a dormire e ho guardato Galaxy Quest.
- Un’altra volta?
No, due, perche’ non avevo voglia di alzarmi a prendere un altro DVD.
Odio le canzoni con troppo chorus sotto.
Qual e’ la barra d’errore sui rischi del cateterismo?
- Beh, abbiamo gaussiane con code molto lunghe…
Cesare te facio minacia: se non fai pipi’, niente papa. Ole’!
Cassetti semiaperti, vasi di zucchero scoperti, boccette d’olio senza tappo: qui bisogna fare il giro di casa come lo spegnilampioni del 1800.
Il pasto di oggi si lascia mangiare: non oppone resistenza.
La situazione è a rischio, il cuore è già molto impegnato
- Quando vado in aereo decido di fidarmi del pilota, altrimenti non salirei neanche.
C’è un’altra Strana ma senza i tanga.
La vostra è una patologia seria, non è mica un DIV, un bucanino qualsiasi.
Topo, quanta strada abbiamo fatto insieme noi due!
Col palloncino proviamo ad allargare l’ostruzione, se basta.
- E non potete grattugiarla da dentro?
Non credevo di vedervi ancora qui…
- Non volevamo che aveste nostalgia di noi!
…Ma adesso andiamo molto meglio, noh?
Si lascia ai solutori più abili il compito di mettere le frasi nel corretto ordine cronologico e di attribuirle ai rispettivi autori da scegliersi nella lista seguente:
Due genitori fuori di testa e un reparto che affronta la vita e la morte con la giusta dose di surrealismo: sarà per questo che lì ci sentiamo a casa?