Sant’Areosol
E’ il patrono che si aggiunge a quelli del 13 gennaio.
Sono bastate sei applicazioni, da martedi pomeriggio a stamattina presto per sgombrare quanto basta il polmone
destro
sinistro di Tatino.
Che ha fatto il suo ingresso trionfale al S. Orsola salutato e coccolato da tutte le persone in fila in Radiologia prima:
Che bellino! Cos’ha? Ah, poverino il polmone? Quando cresce gli faccia fare del nuoto che allarga la cassa torazica…
Poi dai radiologi stessi:
- Quando era in terapia intensiva facevate le lastre in controluce, tanto era magro?
- Ah, le facevamo col fiammifero, le facevamo. Quante lastre ti ho fatto, Cesare…
Poi è venuta la volta di Marilena che gli ha fornito il latte di metà mattina dicendo che non voleva che restasse li’ oggi ma che doveva passare a salutare prima di andare a casa.
Poi tutte le persone in attesa nell’ambulatorio di cardiochirurgia.
Poi la sua cardiochirurga preferita, che ha ritrovato come un’innamorata (la cui foto non è censurata ma solo secretata causa timidezza cronica) e che gli ha annunciato:
Tu Cesare non me la conti giusta… La lastra va molto meglio. Non c’è niente come l’areosol.
E ci si rivede con la bella stagione. Non prima di essere passati a salutare Marilena e Luca. Manipolazione senza ricovero stavolta!
Sant’Aresol, il secondo nome di San Petronio.
