Ritornare
Pioggia incessante a battere sui vetri. Tergicristalli in funzione.
Abbiamo battuto ogni record stamattina: un’ora di ritardo. Non siamo mica dilettanti, noi.
La sbarra si alza. Il padiglione 25 è sempre lì, al solito posto. Piove e non c’è uno straccio di posto dove parcheggiare. Ci fermiamo proprio davanti al portico d’ingresso. Prendo la valigina rossa e faccio scendere Cesare.
Mamma, io non sono rotto.
- No, tesoro, non sei rotto.
Entriamo e c’è il portinaio che ci ha aperto la porta la prima volta che siamo entrati da questo ingresso, quando io facevo ancora fatica a camminare per i punti del cesareo e, in teoria, giammai avremmo potuto lasciare la macchina lì..
Cesare? E’ Cesare quello? Ma quanto è cresciuto? E’ bellissimo…
- Complimenti per la memoria
Certi bambini restano proprio nel cuore…
Cesare trascina orgoglioso la sua valigina verso l’ascensore. Lo guarda arrivare.
Mamma, devi schiacciare 1…
Pure quello si ricorda, eppure io sbaglio e finiamo al piano di sopra. Dormire poco mi fa male, decisamente.
E arriviamo alle nostre porte, quelle sorvegliate dalle guardie dagli scudi a cuore.
Mamma, io non sono rotto.
- No Cesare, non lo sei.
