Lentamente muore chi diventa schiavo dell’abitudine, ripetendo ogni
giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marcia,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco
e i puntini sulle “i” piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi, quelle che
fanno di uno sbadiglio un sorriso, quelle che fanno battere il cuore
davanti all’errore e ai sentimenti.Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi e’ infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l’incertezza per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai
consigli sensati.Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge,
chi non ascolta musica, chi non trova grazia in se stesso.Muore lentamente chi distrugge l’amor proprio, chi non si lascia
aiutare; chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o
della pioggia incessante.Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce, chi non
risponde quando gli chiedono qualcosa che conosce.Evitiamo la morte a piccole dosi, ricordando sempre che essere
vivo richiede uno sforzo di gran lunga maggiore del semplice fatto
di respirare.Soltanto l’ardente pazienza porterà al raggiungimento di una
splendida felicita’.
Pablo NerudaMartha Medeiros
Archive for Aprile, 2007
Lentamente muore
Quanto eravamo giovani quando eravamo giovani
Ieri sera Fed è uscito con dei Twitterfriends per una Twitterbeer.
Fin qui niente di strano… la cosa bizzarra è stato ascoltarlo quando è rientrato a casa.
e il Web 2.0… e la gente falsa e la gente vera… e le chiacchiere davanti a una birra… e il raccontare e il raccontarsi… e il trattenersi davanti a casa per un ultimo scambio di idee…
Una sorta di deja-vu di cosa accadute molti anni fa, quando rete non significava affatto internet, quando il web non esisteva proprio, quando ci si connetteva alle BBS con il proprio nome e cognome.
I tempi di RCM , quando nell’agosto del 95 ci si ritrovò in più di 80 a veder le stelle che non c’erano in un posto dove non si era prenotato (con tanto di inutilmente vestite di rosso, case che non hanno la porta e svolte alla fabbrica di lapidi che altro non era che un cimitero)… e il gruppo K gioia e dolore personale del buon vecchio Pulla… e la conference Solitari? No: Single! capitanata da Mark Bernardini, icona di se stesso e rasa al suolo da Oliverio in un momento di rabbia.
E ONI? Ricordi Fed… A cosa serve ONI?
RCM e le BBS ad essa collegate erano davvero importanti per noi.
Credevamo in quella prima esperienza di comunità virtual-cittadina.
E gli amici di RCM erano davvero amici. Così come gli amori, gli odi e i nemici.
A distanza di dieci anni non è rimasto più niente di quello che era allora.
L’agosto in festa è finito, il gruppo K definitivamente sciolto, Mark Bernardini, single imperituro, è ormai a Mosca con moglie e figlia a fare l’italiano in Russia (come a MIlano faceva il russo in Italia).
Il fatto è che non basta un mezzo di comunicazione ad unire le persone.
Può essere un buon collante per un po’, ma alla fine la forza centripeta della diversità porta ognuno per la propria strada.
E di quelli che per mesi e anni sono stati amici restano solo i nomi in un archivio storico online, ché i visi, le voci e tutto il resto sono stati scordati da tempo.
Anche quello di Marina De Stasio che tanto mi ha dato e che è morta di cancro fin troppo giovane.
Stat rosa pristina nomine.
Nomina nuda tenemus
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Figli
E’ proprio vero che genitori si diventa, ma figli lo si nasce.
Puoi avere ormai quasi quarant’anni, puoi esser uscito di casa da quasi venti, puoi avere la tua famiglia, puoi avere i tuoi di figli.
Ma per i tuoi genitori resti sempre lo scapestrato che non sa quel che si fa.
Se non si è capito sono arrabbiata -furibonda sarebbe la scelta lessicale più adeguata- con mia madre.
Non tanto -o non solo- per l’alzata di ingegno che ha avuto, quanto per non aver ascoltato una che fosse una delle parole che ho detto.
Il casus belli: i capelli di Cesare.
Lunghi. In disordine. Incolti.
Inaccettabili per la mia augusta genitrice.
Che, sorda alle mie richieste/spiegazioni di lasciarli così com’erano, approfitta di un momento di mia distrazione, prende le forbici -quelle da parrucchiere, ché a far castronerie non siam mica dilettanti- e taglia la frangia.
Male è dire poco.
E così mi ritrovo con un figlio con l’aria da deficiente e un’incazzatura mostruosa.
Sia mia che sua, visto che manco lui aveva chiesto che gli venisse praticato quello scempio.
Non so se la successiva valanga di parole -improperi- taglienti come lame sia servita a farle capire che ormai sono altro da lei.
Temo di no, perché figli lo si rimane sempre.
Spero di ricordarmi dei capelli di Cesare, a tempo debito.
I freschi Esselunga
Che fare se si arriva a ora di pranzo e non si è preparato niente di niente?
Semplice, si apre il frigorifero e si guarda che c’è di semipronto.
Ed eccole lì, in bella mostra sul ripiano mediano del frigo: le Birbe Amadori portateci a casa lo scorso sabato da Esselunga.
Bene… basta un po’ di verdura e il pranzo è pronto!
Ma… c’è la muffa.
Rapido controllo alla data di scadenza: 15 aprile, ovvero domani.
Non è la prima volta che ho problemi con la roba fresca dell’Esselunga, sia presa all’iper di Casalecchio che ordinata sul loro sito.
Da quanto dicono le mamme del forum che frequento non sono l’unica a pensarla così.
Ma le sensazioni non bastano, d’ora in poi approccio scientifico:
farò un DB della merce deperibile acquistata, con riferimenti allo scontrino, alla data di scadenza e a come è stata trasportata e conservata.
E tra qualche mese saprò se sono solo sensazioni o se veramente c’è del marcio in Esselunga…
Lezioni di Blog
Che fai, modifichi il template?
Sì, sto modificando il template.
Perché lo modifichi?
Perché alcune scelte che ha fatto chi l’ha inventato non mi piacciono… non mi pare cosi’ difficile, non credi?
Ma il tuo nome non compare…
Lo so.
Ma dovrebbe comparire, dovresti dire chi sei… che fai…
Posso decidere io cosa voglio dire o lo devi fare tu?
Sì… sì… ma non si fa così…
Come dicevo ieri (o ieri l’altro?) che uomo noioso che mi sono presa…
Simmetrie
Rompere le simmetrie non è mai una bella cosa.
Un po’ come rompere le parità.
E allora che ognuno abbia il suo blog, perché le cazzate da scrivere sono sempre molte.
Ad averne il tempo, s’intende