Non sopporto che il Vaticano abbia rifiutato i funerali di Welby. Invece non è stato così per Pinochet, per Franco e per uno della banda della Magliana

Parole vere, troppo vere, quelle di Andrea Rivera.
Decisamente fuori contesto, visto che si era al concerto del Primo Maggio.
E, ancor più, fuori luogo.

La Chiesa può fare quello che vuole quando è a casa propria.
Può decidere che i funerali secondo i suoi riti vengano celebrati solo il quinto venerdì di ogni mese e solo alle pesone nate di giorno dispari in anno pari.
E’ un suo diritto negarli a chiunque non sia gradito per pensieri, parole, opere od omissioni.
E’ suo diritto concederli a chi, secondo i suoi dettami, è redimibile e redento.
Carità cristiana la chiamano.

E tutto questo, visto da fuori, risulta iniquo e antidemocratico.
Del resto la Chiesa non ha mai voluto né ha mai detto di essere democratica. Come nessuna struttura di potere, del resto.
Quindi non vedo perchè scandalizzarsi dell’atto in sé.

Quando però l’Osservatore Romano nell’edizione del 2-3 maggio bolla di terrorismo una protesta personale come quella espressa da Rivera, proprio non ce la faccio stare zitta.
Perché a questo punto e in questi termini non è più una faccenda che riguarda unicsamente gli iscritti al club che si chiama Chiesa.
Le parole hanno un peso e terrorismo è particolarmente pesante. Densità pari a quella dell’uranio, più o meno.
Auspicherei che nessuno ne abusasse.

Soprattutto chi, in nome dell’amore, ha una coda di paglia lunga qualche anno luce.
Coda che potrebbe addirittura essere portata come prova ontologica dell’esistenza di dio.

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