Un uomo fa quello che è suo dovere fare, quali che siano le conseguenze personali, quali che siano gli ostacoli, i pericoli o le pressioni. Questa è la base di tutta la moralità umana
Una giornata caldissima, per essere maggio.
E la testa presa da cross section, scattering e modelli a shell.
In sottofondo un’eco lontana degli inutili scrutini per l’elezione del Presidente della Repubblica. La faccia di Forlani, che non riusciva ad essere eletto.
500 Kg di tritolo.
Per ucciderlo 500 volte.
Lui, Giovanni Falcone.
Il giudice che aveva avuto il coraggio di mettere le mani nella piaga purulenta di Cosa Nostra. Che aveva cercato di portare alla luce del sole i nessi con la politica romana.
E Francesca Morvillo, una donna che aveva accettato di dividere con lui una non-vita fatta di rinunce e voglia di giustizia.
E Rocco Di Cillo. E Vito Schifani. E Antonio Montinaro.
Che per mantenere la famiglia vivevano ogni giorno sul filo del rasoio.
E quella sera, davvero, sembrava che il sole fosse tramontato per sempre.
Di sicuro era tramontato quel sogno di legalità che si incarnava nel giudice Falcone, nel suo amico Paolo Borsellino e in tutto il loro pool.
Il giorno dopo il cielo era meno azzurro e l’aria meno calda.
Il giorno dopo aleggiava, assordante, il muto sospiro di sollievo della politica italiana.
Il giorno dopo avevamo un nuovo capo dello stato.
Si muore generalmente perché si è soli o perché si è entrati in un gioco troppo grande.
Giovanni Falcone
Technorati Tags:
Giovanni Falcone, Strage di Capaci, Francesca Morvillo.
This entry was posted on Mercoledì, Maggio 23rd, 2007 at 22:17 and is filed under Pensieri. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. RSS 2.0. You can leave a response, or trackback from your own site.
Maggio 24th, 2007 at 06:34
Rosaria Schifani è tornata a Palermo,
con suo figlio 15 anni dopo: -
“La gente mi evita, teme la mafia”
“Lo Stato si è fermato. I magistrati hanno ripreso a litigare fra loro. Divisi fra amici di Grasso e amici di Caselli. Ancora? Basta. Come ai tempi di Falcone. Senza mai riconoscere i meriti di chi lavora davvero. Sono contenta per tante inchieste che hanno fatto scoprire dei traditori pure all’interno dell’apparato investigativo. Ma non basta. Lo Stato s’è fermato troppe volte. Perché lo Stato ha paura di guardarsi dentro”
http://guerrillaradio.iobloggo.com/