E’ appena finita la tanto discussa puntata di annozero, quella in cui hanno trasmesso il documentario BBC Sex Crime and Vatican.
Più che il filmato, che avevo già visto da un po’, mi interessava il dibattito.
E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, cui va tutta la mia ammirazione per il self control e le arti diplomatiche (duemila anni di scuola saran ben serviti a qualcosa), ha decisamente vinto ogni possibile premio per la faccia di bronzo con cui ha detto:
Anche la Chiesa è vittima
Allora se il core del filmato fosse stata la denuncia di pedofilia da parte dei membri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, monsignor Fisichella potrebbe anche aver ragione, visto che certe pecore nere sono di sicuro un’onta per la perfettissima immagine che la Chiesa vuole dare di sé.
Ma la vera questione è che la Chiesa Cattolica, quella che vorrebbe insegnare a tutti (cattolici e non) quali siano le regole morali su cui improntare la propria vita, i panni sporchi se li vorrebbe lavare in casa.
Nessuno se ne deve impicciare, nessuno ne deve parlare, nessuno deve sporgere denuncia all’autorità costituita.
E, con la scusa del segreto istruttorio per il processo canonico, impone a tutti il silenzio, pena la scomunica, nei casi di violenze sui bambini.
Poi si sa i processi canonici durano molti anni e tra qualche lustro tutto finirà a tarallucci e vino.
E in tutto questo la Chiesa ha il coraggio civile di chiamarsi vittima?
Ci sono conti che non mi tornano. Non possono proprio tornare
Un unico pensiero, mutuato da Luis de Buñuel: grazie a dio sono atea.
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Giugno 1st, 2007 at 01:41
la chiamano istituzione
si chiama “tritatutto della coscienza”
oscilli?
l’importante, come disse qualcuno, è roteare, forse per non oscillare troppo
Giugno 1st, 2007 at 07:27
@pinko: onestamente non lo so se è il solo fatto di essere istituzione ad implicare la copertura di un crimine cosi’ orrendo.
mi sono chiesta se il tasso di pedofilia all’interno della casta sacerdotale sia assommabile a quello tra i non ordinati. come mi sono chiesta se succeda lo stesso nelle chiese riformate. o tra gli ebrei.
ovviamente non ho risposta.
pero’ è facile osservare che i pastori protestanti e i rabbini da un lato solitamente hanno le loro famiglie, dall’altro le loro organizzazioni religiose non sono cosi’ strutturate e/o verticistiche.
insomma, per certi versi, si avvicinano più ai laici che ai preti cattolici.
e quindi si torna all’istituzione…
non male come loop.
Giugno 7th, 2007 at 10:07
Se avessi anche i feed completi saresti perfetta.
p.s. domenica ad un pranzo mi hanno piazzato una bimba di 8 mesi in braccio per mezz’oretta.. ed ho pensato.. “beh allora s’è sparsa la voce che si addormentano in questo modo..”
Giugno 7th, 2007 at 12:30
@Elena: noi vediamo i feed completi, sia da Safari RSS che da NetNewsWire… quale URL hai scelto?