Ci sono un bel po’ di passi obbligati e un mare di scartoffie da compilare per poter interrompere una gravidanza indesiderata.
E adesso in Lombardia c’è anche la crocetta da mettere per decidere chi seppellirà il prodotto del concepimento.
E avanti così, a dar spallate a ciò che resta della legge 194. Avanti così, a negare alle donne il diritto al proprio corpo, al proprio destino.
Avanti così, a considerare le donne le prime nemiche dei propri figli. Quelle che li ammazzano prima del tempo. Quelle che li buttano via come un chewingum usato. Quelle che non pagheranno mai abbastanza i loro errori.
Avanti così.
Se vuole procedere lei con la tumulazione sono 50 euro.
Metta la crocetta e firmi, per favore.
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aborto, funerale embrione.
This entry was posted on Sabato, Giugno 9th, 2007 at 13:39 and is filed under Omissioni. You can follow any responses to this entry through the RSS 2.0 feed. RSS 2.0. You can leave a response, or trackback from your own site.
Giugno 9th, 2007 at 22:50
Sì, hai proprio ragione, un’assurdita studiata per insinuare uno stupido senso di colpa, ma soprattutto per espropriare le donne del loro corpo, come se la gravidanza non fosse in primo luogo un’esperienza della donna e come se l’embrione potesse esistere senza il corpo femminile che lo contiene.
Ne avevo parlato anch’io tempo fa sul mio blog. E avanzavo una questione ancora rimasta in sospeso. La normativa dice infatti che se la donna si rifiuta di provvedere alla sepoltura del feto abortito, il funerale avverrà a spese della pubblica amministrazione. Allora mi chiedo: la Regione Lombardia ha chiesto ai cittadini che cosa ne pensano di questo capitolato di spesa?
P.S. anche a Bologna il bravo Don Oreste Benzi ha ha celebrato un funerale per un feto (chiamato Maria Salvatore) abortito volontariamente dopo 17 settimane di gravidanza. Si trattava di un funerale simbolico (per fortuna) perché il corpo non era in Chiesa.