L’odore di casa di nonna.
Odore di pulito.
Odore di polvere che aveva rinunciato a posarsi. Di vetri lucidi ad ogni ora del giorno, tutti i giorni.
Di pavimenti incerati di fino.
Di bagni sempre disinfettati.

Odore di ordine. Di ogni cosa al suo posto e di un posto per ogni cosa.
Di soprammobili perfettamente allineati. Di pentole perfettamente riposte.
Di briciole che si suicidavano pur di non cadere a terra.
Di un tavolo coperto da una lastra di vetro perché non si rovinasse il legno.
Odore dell’alcool che puliva quel vetro piu’ e piu’ volte al giorno.
Non credo che vi abbia regnato un’impronta digitale per più di un’ora.

Odore di un pulito troppo pulito. Odore di vite infelici.
Di una casa che viva non lo è stata mai.
Ché la vita porta sporco ed aumenta l’entropia.
Intollerabile.