mental sauces… mental saws…


Archive for Ottobre, 2007

Delusione

Non so che faccia dovrei fare in questo momento.
Probabilmente quella che faccio.

Anche i progetti per domani dovranno saltare al grido di arrangiati che dio ti aiuta.
E che non mi si venga mai più a dire che non è vero.

Mea culpa.


Ezechiele 25-17

Il bolso sostiene che io sono un Berserker.
Ha ragione.

There’s a passage I got memorized.

Ezekiel 25:17
The path of the righteous man is beset on all sides by the inequities of the selfish and the tyranny of evil men. Blessed is he who, in the name of charity and good will, shepherds the weak through the valley of the darkness. For he is truly his brother’s keeper and the finder of lost children. And I will strike down upon thee with great vengeance and furious anger those who attempt to poison and destroy my brothers. And you will know I am the Lord when I lay my vengeance upon you.


I been sayin’ that shit for years. And if you ever heard it, it meant your ass.
I never really questioned what it meant.
I thought it was just a cold-blooded thing to say to a motherfucker ‘fore you popped a cap in his ass.
But I saw some shit this mornin’ made me think twice. Now I’m thinkin’, it could mean you’re the evil man.
And I’m the righteous man.
And Mr. .45 here, he’s the shepherd protecting my righteous ass in the valley of darkness.
Or is could by you’re the righteous man and I’m the shepherd and it’s the world that’s evil and selfish.
I’d like that. But that shit ain’t the truth. The truth is you’re the weak.
And I’m the tyranny of evil men.
But I’m tryin’. I’m tryin’ real hard to be a shepherd.


Donne

Questo blog era morto a causa di una donna. E adesso (non dopo tre, ma dopo 25 giorni, Neeta… ;) ) riprende per merito (o colpa?) di altre donne.

Io non ho mai capito le donne. Non ho mai apprezzato la profondità pozzangherale dei discorsi da donne. Non ho mai compreso le piccole, risibili, manovre per diventare regine di una qualsivoglia corte dei miracoli. Non ho mai condiviso il bisogno, squisitamente femminile, di espiare, di immolarsi, di sentirsi poco degne, di farsi gestire, di lasciare ad altri il compito di decidere sul loro conto, la loro vita, la loro mente e il loro corpo.

E poi… poi sono arrivate le mie donne.

E’ un po’ che ci conosciamo. E’ un po’ che facciamo strada insieme. E’ un po’ che ci confrontiamo.
E, ancora oggi, mi stupisco di come e di quanto abbia imparato da loro.

Donne che amano vivere pericolosamente.
Ché spogliarsi fino alla carne è solo dei pazzi e di chi non teme né il giudizio della pubblica piazza né di se stessi.
Ché il sostenere le proprie idee anche quando arrivano rasoiate di traverso è di chi ha le basi di granito.
Ché non cercare scappatoie alle regole, ma battersi per cambiarle e farlo fino alle lacrime è di chi crede ancora in qualcosa.
Ché mettersi in gioco, davvero, è pericoloso.

Donne che camminano sempre a testa alta.
Donne che non si piegano alla vita.
Donne che sanno guardare lontano.

Grazie donne, per essere entrate nella mia vita. Grazie per avermi dimostrato che la differenza tra donne e donn(icciole) è tutto fuorché trascurabile.

E grazie per le discussioni degli ultimi due giorni che mi hanno fatto tornare la voglia di scrivere qui.


Torto contorto ritorto

Pirandello, in realtà, non ha inventato niente. Kafka nemmeno.
E’ la vita stessa che a volte è più inverosimile del più inverosimile dei racconti. Più intricata. Più inconsistente.

E così può capitare che il tuo compagno di vita di abbia davvero fatto un grosso torto per proteggere un’altra persona che, per certi versi, ti ha fatto essa stessa un torto.

E, in realtà, se tu fossi una persona normale ti saresti incazzata non solo per il grosso torto, ma anche per il torto semplice origine di tutte le cose.

E poi decidi che non farai niente contro la persona coinvolta nel torto originario, perché comunque tu avresti poco da guadagnarci e lei molto da perderci.

E dopo un po’ attraverso strade oblique e pensieri laterali sei lì ad ascoltare, confortare, consolare questa persona per la quale, in teoria, tu dovresti provare solo rancore, visto che ti ha fatto un torto.

E che dopo aver ascoltato, confortato, consolato, un giorno ti ritrovi con Jtheo a parlare del problema che nel 2003 ti ha fatto mettere insieme al tuo compagno di vita, quando ex abrupto esce una chat di poche righe dal significato incomprensibilemnte accusatorio che termina con un melodrammatico addio (e qui mi immagino una pallida figuretta appesa alle tende con il polso ritorto appoggiato alla fronte :-) ).

E allora ti ritrovi a pensare che forse avresti sprecato meno tempo ed energie se avessi deciso di piantare le unghie. E che forse ti saresti divertita di più a giocare secondo quelle che sono le tue regole usuali.

Lo potresti ancora fare, ma non lo fai.
Perché? Perché in fondo vale ancora la considerazione di cui sopra.

E la morale di questa storia?
Che Mae West aveva poi ragione a dire

When I’m good, I’m very good. But when I’m bad I’m better.

La prossima volta non ci provo nemmeno ad essere good.
Ci si guadagnano solo inutili rotture di pelotas.

E con questo questo blog può tornare all’inferno.