mental sauces… mental saws…


Archive for the ‘Mea culpa’ Category

Tutta colpa dei protestanti

A guardar Superquark, seppur di sguincio, c’è sempre da imparare.

E così stasera ho imparato che la Santa Inquisizione non era poi così inquisitoria.
E che gli strumenti di tortura non le appartenevano.

Un’invenzione dei protestanti, dice l’esperto intervenuto*.
Ché ’sti cattivoni ereticizzanti, ce l’avevano tanto con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, le sue istituzioni e i suoi tribunali, da inventarsi barbarie di ogni genere e tipo.

E i vari marchingegni esposti nei musei della tortura sparsi in giro per il mondo, sarebbero dei falsi per turisti creduloni.

Me lo vedo Giordano Bruno che si butta sua sponte sul rogo in Campo de’ Fiori. Forse pensava che fosse una messinscena del mago Silvan.
E Ginevra Chemola? Che dir di quella sciocchina che pensava che un ristorante dedicato valesse bene un falò?

Tutta colpa dei protestanti.
Del resto anche i lager nazisti sarebbero un’invenzione degli americani.
Protestanti pure loro.

Nel frattempo penitenziagite…

* non chiedetemi chi fosse… l’ho detto che guardavo di sguincio!


Lamentazione

Ci sono momenti, come questo, che mi chiedo dove sia scritto che io debba dormire sempre meno ed essere sempre attiva uguale.

Dovevano esserci delle clausole in corpo 5 nel contratto.
Anzi, forse anche più piccolo, ché non l’ho proprio vista ’sta cosa.

Ma fa girar le balle.
E non poco.


Essere bolsi, oggi…

… significa non scrivere, magari per dei mesi, solo perché si usa un computer dove non si è memorizzata la password di accesso.

Noblesse oblige.


Delusione

Non so che faccia dovrei fare in questo momento.
Probabilmente quella che faccio.

Anche i progetti per domani dovranno saltare al grido di arrangiati che dio ti aiuta.
E che non mi si venga mai più a dire che non è vero.

Mea culpa.


A message in a Gioxxbottle:

allora te l’ha ridata?


E torno dal limbo per parlar del limbo

Se uno non sarà rinato nell’acqua e nello Spirito Santo, non potrà entrare nel Regno di Dio.
(Giovanni 3,5)

Il Limbo è un luogo dello spirito per quanti hanno amato Dante e la sua Commedia.
L’inizio del viaggio, l’Acheronte, il castello inaccessibile e le anime giuste e sapienti, destinate a non goder mai della visione di Dio perché non battezzate.

Non battezzate, questo è il problema.
Che poi anche qui ci sono i distinguo: ci sono i giusti non battezzati perché nati prima dell’avvento di Cristo e per questi il limbo è situazione temporanea.
E poi ci sono i bambini non battezzati e per loro è destinazione necessaria e definitiva.
Anzi: era definitiva.

Il 20 aprile 2007 le cose cambiano e viene teologicamente esclusa la necessità del limbo per i bimbi non battezzati.
Non è che venga abolito, ma viene considerato da un lato plausibile e dall’altro una visione eccessivamente restrittiva della salvezza.

Insomma se prima si sapeva dove si andava a finire adesso c’è un bel limbo-nonlimbo. Una curiosa sovrapposizione di due autostati sorprendentemente antitetici ortogonali* che comunque dice nulla.

Si potrebbe prenderla come base per una nuova teogonia obliqua.
In fondo ogni dio è figlio delle più grandi contraddizioni dell’uomo.
In fondo.

*sì, sì, al solito facciamo quelli che fanno vedere di sapere le loro cosine, visto che la precisazione è stata richiesta dal bolso


Vittime e carnefici

E’ appena finita la tanto discussa puntata di annozero, quella in cui hanno trasmesso il documentario BBC Sex Crime and Vatican.
Più che il filmato, che avevo già visto da un po’, mi interessava il dibattito.

E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, cui va tutta la mia ammirazione per il self control e le arti diplomatiche (duemila anni di scuola saran ben serviti a qualcosa), ha decisamente vinto ogni possibile premio per la faccia di bronzo con cui ha detto:

Anche la Chiesa è vittima

Allora se il core del filmato fosse stata la denuncia di pedofilia da parte dei membri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, monsignor Fisichella potrebbe anche aver ragione, visto che certe pecore nere sono di sicuro un’onta per la perfettissima immagine che la Chiesa vuole dare di sé.

Ma la vera questione è che la Chiesa Cattolica, quella che vorrebbe insegnare a tutti (cattolici e non) quali siano le regole morali su cui improntare la propria vita, i panni sporchi se li vorrebbe lavare in casa.
Nessuno se ne deve impicciare, nessuno ne deve parlare, nessuno deve sporgere denuncia all’autorità costituita.
E, con la scusa del segreto istruttorio per il processo canonico, impone a tutti il silenzio, pena la scomunica, nei casi di violenze sui bambini.
Poi si sa i processi canonici durano molti anni e tra qualche lustro tutto finirà a tarallucci e vino.

E in tutto questo la Chiesa ha il coraggio civile di chiamarsi vittima?

Ci sono conti che non mi tornano. Non possono proprio tornare

Un unico pensiero, mutuato da Luis de Buñuel: grazie a dio sono atea.

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Una rete di donne - Donne in rete

Sabato ci sarà il FemCamp.
E sarà qui a Bologna.
Fed* ci tiene molto ad andarci, un po’ per vedere i suoi blogamici, un po’ per conoscere alcuni personaggi che, per quanto li cita, ormai hanno tratto di mito.
Poi ci sarà chi non ci sarà, ma sarà difficile sentirne la mancanza.

E io?
E io, unica donna di famiglia mi lascio andare a uno dei miei soliti sofismi:

Perché mai il mio sesso dovrebbe essere importante nel mio rapporto con la rete e/o la tecnologia?

Perché dovrei sentire il bisogno di una sorta di riserva indiana fatta di noi donne, per noi donne, che solo noi ci capiamo?

Perché mai il solo fatto di essere donna dovrebbe creare una affinità con un altro membro femminile del genere umano?

Porto di lago senza vento, come una ruota senza perno, come una discussione che si avvita.
Qual è il sesso di un cervello?

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* il solito presenzialista, pronto a stringere le mani a tutti e disposto a far qualsiasi cosa pur di essere al centro dell’attenzione


Diventare grandi

Quando si diventa grandi?

Si diventa grandi quando si organizza il proprio primo funerale. Quando si chiude un pezzo della propria storia. Quando si decide che una porta chiusa lo è per sempre.

Si diventa grandi quando si accetta la sconfitta. Quando si impara che quello che si vorrebbe e quello che si vuole non sono necessariamente la stessa cosa. Quando non ci si fa abbattere dalle difficoltà della vita.

Si diventa grandi quando si deve accettare che le persone non sono tutte come te. Quando si misura la piccolezza di chi per pochi spiccioli sarebbe disposto a rovinare i tuoi sogni. Quando si deve trattare con chi è uso adottare il ricatto come metodo di contrattazione.

Si diventa grandi.
Prima o poi tocca a tutti.