mental sauces… mental saws…


Archive for the ‘Omissioni’ Category

Son cose

Apprendo in questo momento, per bocca del ministro Frattini, che questo è l’anno internazionale della patata.
Adesso mi sono chiare molte cose di questo esecutivo.


Il nostro San Valentino

Per certi versi avere due figli equivale alla morte civile: non vedi più nessuno, non senti più nessuno.
Non scrivi neanche più.

Di uscire da soli, poi, non se ne parla nemmeno.
Il solo ipotizzarlo potrebbe indurre a pensare alla necessita di un ricovero immediato per evidenti e manifesti disturbi psichici.

Ma oggi era San Valentino. E i bimbi li abbiamo lasciati ai nonni.
Ché in gioco c’era ben più di quattro rose o due candele sul tavolo di un ristorante.

Il dicembre 2004 me lo ricordo bene.
Cesare tornava a casa dopo cinquanta giorni di ricovero, di cui venti sospeso tra la vita e la morte.  Vivo, straordinariamente vivo.

E anche Miryam quel dicembre non lo dimenticherà mai.
Ma il suo dicembre 2004 è come un enorme pensiero chitinoso sul cuore.
Una ferita ancora aperta. Aperta per sempre, forse.

Oggi, San Valentino, eravamo in piazza per cercare di difendere la 194, una delle poche leggi che tutelano noi donne.
Per Miryam, per me, per tutte le donne che non c’erano.
Per le ragazze, che, evidentemente, non ritenevano importante esserci, che è roba politica e la politica io non la capisco.
Per gli uomini, che hanno brillato per la loro assenza.

Per tutte quelle che hanno dovuto scegliere
Scegliere si sè, della propria pelle, della propria vita.

Chè di quattro rose, due candele e il brillocco si può fare a meno.
Della dignità no.


Torto contorto ritorto

Pirandello, in realtà, non ha inventato niente. Kafka nemmeno.
E’ la vita stessa che a volte è più inverosimile del più inverosimile dei racconti. Più intricata. Più inconsistente.

E così può capitare che il tuo compagno di vita di abbia davvero fatto un grosso torto per proteggere un’altra persona che, per certi versi, ti ha fatto essa stessa un torto.

E, in realtà, se tu fossi una persona normale ti saresti incazzata non solo per il grosso torto, ma anche per il torto semplice origine di tutte le cose.

E poi decidi che non farai niente contro la persona coinvolta nel torto originario, perché comunque tu avresti poco da guadagnarci e lei molto da perderci.

E dopo un po’ attraverso strade oblique e pensieri laterali sei lì ad ascoltare, confortare, consolare questa persona per la quale, in teoria, tu dovresti provare solo rancore, visto che ti ha fatto un torto.

E che dopo aver ascoltato, confortato, consolato, un giorno ti ritrovi con Jtheo a parlare del problema che nel 2003 ti ha fatto mettere insieme al tuo compagno di vita, quando ex abrupto esce una chat di poche righe dal significato incomprensibilemnte accusatorio che termina con un melodrammatico addio (e qui mi immagino una pallida figuretta appesa alle tende con il polso ritorto appoggiato alla fronte :-) ).

E allora ti ritrovi a pensare che forse avresti sprecato meno tempo ed energie se avessi deciso di piantare le unghie. E che forse ti saresti divertita di più a giocare secondo quelle che sono le tue regole usuali.

Lo potresti ancora fare, ma non lo fai.
Perché? Perché in fondo vale ancora la considerazione di cui sopra.

E la morale di questa storia?
Che Mae West aveva poi ragione a dire

When I’m good, I’m very good. But when I’m bad I’m better.

La prossima volta non ci provo nemmeno ad essere good.
Ci si guadagnano solo inutili rotture di pelotas.

E con questo questo blog può tornare all’inferno.


CazzeggioCamp

Ed eccoci qui, tornati confinati in casa (letteralmente, visto che i muratori stanno mettendo le mattonelle fuori della porta) a parlare di ciò che è stato, quello che doveva essere il Romagnacamp.

E’ stato che è iniziato con le balle girate (mie) perché il bolso si muove solo, esclusivamente e unicamente al seguito della blogonda.
Per il resto è la cosa più simile a un baobab che l’uomo bianco abbia mai creato.

E’ stato che l’autostrada prometteva code e allora noi abbiamo ben pensato di riuscire ad arrivare in ritardo (ormai il ritardo per noi è un luogo dello spirito) perdendoci per le campagne romagnole.
Siamo però riusciti a vedere un cartello che indicava Solarolo. Son cose.

E’ stato che Cesare ha visto per la prima volta il mare. E il mare gli faceva gli scherzini rovesciandolo e bagnandogli i capelli.
E lui lo prendeva a calcioni, così impara.

E’ stato che Ulisse ha gattonato sul bagnasciuga. Per dirla tutta ha pure mangiato la sabbia del bagnasciuga. Ha anche provato ad azzannare un granchio morto. Adesso che son passati due giorni ed è ancora vivo lo può sapere anche il suo iPapy.

E’ stato che c’era LoAl che un blog non ce l’ha ma che è stato imbesuito dal bolso per averlo. Però quella che c’era gli pareva tutta bella gente.
Non so so sia un commento positivo, visto che LoAl è soprannominato il pazzo.

E’ stato che c’erano Elena e Feba stanche morte. Esser organizzatrici non è cosa per tutti.
E, al solito, il lavoro duro se lo smazzano le donne.

E’ stato che grazie a PM10 ho riscoperto il piacere di lavorare a maglia. E, ancor meglio, l’ha scoperto Sofi.
Se i pargoli me lo consentiranno, il prossimo anno santo le organizzatrici avranno una sciarpa ciclamino :-)

E’ stato che Gioxx, organizzatore (in teoria) pure lui, a un certo punto voleva tagliare il cordame perché era il compleanno di una fanciulla.
E’ ben vero che ci sono fanciulle e fanciulle, ma ne ho sentite di migliori.
Ci sono vici non confermate che dicono che c’era pure altri due organizzatori, ma sono come la temperatura di Bolzano: non pervenuti.

E’ stato che ho imparato un po’ di cose di JTheo. Un uomo che è sopravvissuto all’invasione degli scarafaggi egiziani.
E scusatemi se è poco.

E’ stato che abbiamo mangiato pizza fino a scoppiare. E Cesare si è addormentato a cavallo di due sedie. E Gioxx mi ha fatto scoprire l’orrore della truzzomobile.
Consiglio: per le fanciulle di cui sopra, una truzzomobile è proprio quello che non ci vuole.

E’ stato che il bolso a un certo punto si è fermato in autostrada.
Birre-Bolso: 2-0

E gli interventi?
What’s interventi?
Che tradotto vuol dire: siamo andati a un barcamp e abbiamo passato una giornata al mare.

Care organizzatrici, non picchiatemi: vi ho pur sempre promesso una sciarpa ciclamino!

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Odore di passato

L’odore di casa di nonna.
Odore di pulito.
Odore di polvere che aveva rinunciato a posarsi. Di vetri lucidi ad ogni ora del giorno, tutti i giorni.
Di pavimenti incerati di fino.
Di bagni sempre disinfettati.

Odore di ordine. Di ogni cosa al suo posto e di un posto per ogni cosa.
Di soprammobili perfettamente allineati. Di pentole perfettamente riposte.
Di briciole che si suicidavano pur di non cadere a terra.
Di un tavolo coperto da una lastra di vetro perché non si rovinasse il legno.
Odore dell’alcool che puliva quel vetro piu’ e piu’ volte al giorno.
Non credo che vi abbia regnato un’impronta digitale per più di un’ora.

Odore di un pulito troppo pulito. Odore di vite infelici.
Di una casa che viva non lo è stata mai.
Ché la vita porta sporco ed aumenta l’entropia.
Intollerabile.


I nuovi non funerali

Ci sono un bel po’ di passi obbligati e un mare di scartoffie da compilare per poter interrompere una gravidanza indesiderata.
E adesso in Lombardia c’è anche la crocetta da mettere per decidere chi seppellirà il prodotto del concepimento.

E avanti così, a dar spallate a ciò che resta della legge 194. Avanti così, a negare alle donne il diritto al proprio corpo, al proprio destino.

Avanti così, a considerare le donne le prime nemiche dei propri figli. Quelle che li ammazzano prima del tempo. Quelle che li buttano via come un chewingum usato. Quelle che non pagheranno mai abbastanza i loro errori.

Avanti così.

Se vuole procedere lei con la tumulazione sono 50 euro.
Metta la crocetta e firmi, per favore.

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Vittime e carnefici

E’ appena finita la tanto discussa puntata di annozero, quella in cui hanno trasmesso il documentario BBC Sex Crime and Vatican.
Più che il filmato, che avevo già visto da un po’, mi interessava il dibattito.

E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, cui va tutta la mia ammirazione per il self control e le arti diplomatiche (duemila anni di scuola saran ben serviti a qualcosa), ha decisamente vinto ogni possibile premio per la faccia di bronzo con cui ha detto:

Anche la Chiesa è vittima

Allora se il core del filmato fosse stata la denuncia di pedofilia da parte dei membri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, monsignor Fisichella potrebbe anche aver ragione, visto che certe pecore nere sono di sicuro un’onta per la perfettissima immagine che la Chiesa vuole dare di sé.

Ma la vera questione è che la Chiesa Cattolica, quella che vorrebbe insegnare a tutti (cattolici e non) quali siano le regole morali su cui improntare la propria vita, i panni sporchi se li vorrebbe lavare in casa.
Nessuno se ne deve impicciare, nessuno ne deve parlare, nessuno deve sporgere denuncia all’autorità costituita.
E, con la scusa del segreto istruttorio per il processo canonico, impone a tutti il silenzio, pena la scomunica, nei casi di violenze sui bambini.
Poi si sa i processi canonici durano molti anni e tra qualche lustro tutto finirà a tarallucci e vino.

E in tutto questo la Chiesa ha il coraggio civile di chiamarsi vittima?

Ci sono conti che non mi tornano. Non possono proprio tornare

Un unico pensiero, mutuato da Luis de Buñuel: grazie a dio sono atea.

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Stracci di FemCamp

Incredibile a dirsi: non siamo arrivati in ritardo.
Eppure io non ho seguito uno straccio di intervento che fosse uno. Sì, perché è stato del tutto impossibile allontanare il Tato dal cortile di accesso.

Però… alcune cose le ho comunque notate:

  1. Sembravano esserci più uomini che donne. E questo la dice lunga sulle donne e la rete, purtroppo.
  2. C’erano anche donne che i vent’anni li avevano passati da un pezzo. E questo mi ha reso estremamente felice, perché sono anni che sostengo che internet non è solo teenagers, pedofili e nerds.
  3. Massimo Morelli non ha ancora visto il finale di Lost 3. Allora glielo dico io: finisce che il medico saluta Evangeline Lilly. Era ora.
  4. Elena mi ha detto che vogliono organizzare un RomagnaCamp. E’ la volta buona che Fed si decide e porta il Tato al mare.
    Nota a pié di pagina: Elena è strafiga. Non c’entra niente ma va detto.
  5. Gioxx deve innalzare altari e fare sacrifici disumani al dio dell’ATC che gli ha concesso di ritrovare il suo fido macbook (non backuppato, bestia!), proditoriamente lasciato sulla navetta che dal parcheggio l’ha portato in via San Felice.
  6. JTheo sarà anche simpatico come un dito nel culo, ma lo adoro. Non servono commenti ulteriori.
  7. il Bolso non ha avuto il coraggio di mettere in scena la sua tettateoria
  8. L’assenza più evidente: Aborigena
  9. Paolone è… Paolone.

E, come chicca finale… io adesso sono a casa e scrivo questo post (non prima di aver nutrito e addormentato i due inferociti infanti) e il bolso è tornato là.
Tradotto: o trent’anni di femminismo non son serviti a niente, o la potenza del lato femminile di un maschio vince su tutto.
Tertium non datur.

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Lezioni di Blog

Che fai, modifichi il template?
Sì, sto modificando il template.

Perché lo modifichi?
Perché alcune scelte che ha fatto chi l’ha inventato non mi piacciono… non mi pare cosi’ difficile, non credi?

Ma il tuo nome non compare…
Lo so.

Ma dovrebbe comparire, dovresti dire chi sei… che fai…
Posso decidere io cosa voglio dire o lo devi fare tu?

Sì… sì… ma non si fa così…

Come dicevo ieri (o ieri l’altro?) che uomo noioso che mi sono presa…