Stracci di FemCamp

Incredibile a dirsi: non siamo arrivati in ritardo.
Eppure io non ho seguito uno straccio di intervento che fosse uno. Sì, perché è stato del tutto impossibile allontanare il Tato dal cortile di accesso.

Però… alcune cose le ho comunque notate:

  1. Sembravano esserci più uomini che donne. E questo la dice lunga sulle donne e la rete, purtroppo.
  2. C’erano anche donne che i vent’anni li avevano passati da un pezzo. E questo mi ha reso estremamente felice, perché sono anni che sostengo che internet non è solo teenagers, pedofili e nerds.
  3. Massimo Morelli non ha ancora visto il finale di Lost 3. Allora glielo dico io: finisce che il medico saluta Evangeline Lilly. Era ora.
  4. Elena mi ha detto che vogliono organizzare un RomagnaCamp. E’ la volta buona che Fed si decide e porta il Tato al mare.
    Nota a pié di pagina: Elena è strafiga. Non c’entra niente ma va detto.
  5. Gioxx deve innalzare altari e fare sacrifici disumani al dio dell’ATC che gli ha concesso di ritrovare il suo fido macbook (non backuppato, bestia!), proditoriamente lasciato sulla navetta che dal parcheggio l’ha portato in via San Felice.
  6. JTheo sarà anche simpatico come un dito nel culo, ma lo adoro. Non servono commenti ulteriori.
  7. il Bolso non ha avuto il coraggio di mettere in scena la sua tettateoria
  8. L’assenza più evidente: Aborigena
  9. Paolone è… Paolone.

E, come chicca finale… io adesso sono a casa e scrivo questo post (non prima di aver nutrito e addormentato i due inferociti infanti) e il bolso è tornato là.
Tradotto: o trent’anni di femminismo non son serviti a niente, o la potenza del lato femminile di un maschio vince su tutto.
Tertium non datur.

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