Vittime e carnefici

E’ appena finita la tanto discussa puntata di annozero, quella in cui hanno trasmesso il documentario BBC Sex Crime and Vatican.
Più che il filmato, che avevo già visto da un po’, mi interessava il dibattito.

E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, cui va tutta la mia ammirazione per il self control e le arti diplomatiche (duemila anni di scuola saran ben serviti a qualcosa), ha decisamente vinto ogni possibile premio per la faccia di bronzo con cui ha detto:

Anche la Chiesa è vittima

Allora se il core del filmato fosse stata la denuncia di pedofilia da parte dei membri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, monsignor Fisichella potrebbe anche aver ragione, visto che certe pecore nere sono di sicuro un’onta per la perfettissima immagine che la Chiesa vuole dare di sé.

Ma la vera questione è che la Chiesa Cattolica, quella che vorrebbe insegnare a tutti (cattolici e non) quali siano le regole morali su cui improntare la propria vita, i panni sporchi se li vorrebbe lavare in casa.
Nessuno se ne deve impicciare, nessuno ne deve parlare, nessuno deve sporgere denuncia all’autorità costituita.
E, con la scusa del segreto istruttorio per il processo canonico, impone a tutti il silenzio, pena la scomunica, nei casi di violenze sui bambini.
Poi si sa i processi canonici durano molti anni e tra qualche lustro tutto finirà a tarallucci e vino.

E in tutto questo la Chiesa ha il coraggio civile di chiamarsi vittima?

Ci sono conti che non mi tornano. Non possono proprio tornare

Un unico pensiero, mutuato da Luis de Buñuel: grazie a dio sono atea.

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