Una dottoressa fannullona

Capita anche ai medici di ammalarsi. Qualcosa a un braccio, dice il certificato medico della dottoressa.
Il 18 agosto.
Roba da storcere la bocca in un sorriso ironico, mentre ce la si immagina spaparanzata al sole della riviera.

Ma oggi pomeriggio c’era un bambino ch aveva bisogno di lei.
Del suo sguardo esperto, ché come legge le ecografie lei nessuno.
C’era un bambino che aveva bisogno di lei e lei ci è andata.
Il 18 agosto, col caldo e un braccio rotto.

E in tutto questo se, per caso, il medico fiscale è passato da casa sua in quelle due ore che lei ha regalato a quel bambino ma anche al SSN, sarà bollata come fannullona.

Ironia di Brunetta.

Io e il 16 agosto

Il 16 agosto è per me una sorta di punto di accumulazione. Di sicuro un groviglio di emozioni.

Son nata il 16 agosto 1969. Nottata di burrasca. Roba da Era una notte che pioveva
Alla fine al censimento degli alberi ne mancavano un bel po’. Alcuni avevano pensato bene di migrare sulla strada che porta all’ospedale, che può sempre servire, caso mai un mal de note.

Duecento anni dopo Napoleone. Undici dopo Madonna. Quarantacinque dopo il ritrovamento del cadavere di Matteotti.
Di sicuro la coincidenza con il primo fa figo. Con l’ultimo sembra quasi necrofilia.

Il 16 agosto c’è il Palio di Siena. Mio nonno ne andava matto, adorava ogni secondo di quella messa cantata. E aveva contagiato anche me in questa sua follia.
Finché non ho avuto un moroso senese. Dell’Oca.
E allora ho scoperto che Il Palio si ‘ompra.
Fine di un amore. Quello per il Palio, intendo.

Il 16 agosto 1972 sembra che ci sia stato un brutto incidente con una nave inglese che aveva a bordo materiale nucleare, così per festeggiare in allegria. Quantomeno mia madre la ricorda così.

il 16 agosto 1977 moriva Elvis Presley.
Chi se ne frega, ormai era sfatto.

Ma il 16 agosto 1977 moriva anche il mio adorato cuginetto di 4 anni.
E io me lo ricordo come fosse ieri che quella mattina, in piedi sulla tavola, chiedeva alla sua mamma di prepararmi la torta per festeggiare il mio compleanno.

E il 16 agosto 1979 moriva pure Tina Merlin. E da allora tutto è andato a puttane.

Il 16 agosto 1980 iniziano gli scioperi in Polonia sponsorizzati da Solidarnosc. E io facevo il tifo per loro, a quei tempi.
Figurarsi.

Lo scorso anno il crollo di Skype, quest’anno il crollo del record del mondo dei 100 metri.

Ho festeggiato, bene o male, 39 compleanni il 16 agosto.
Con feste, senza feste. A casa, in vacanza.
Un anno anche a fare la lavapiatti in un albergo in Val di Fassa: erano i miei 18 anni.
Uno in ospedale ed è stato il regalo più bello, ché il 16 agosto 2004 è nato il mio meraviglioso Cesare.

Troppe cose, in un giorno solo.

Tutta colpa dei protestanti

A guardar Superquark, seppur di sguincio, c’è sempre da imparare.

E così stasera ho imparato che la Santa Inquisizione non era poi così inquisitoria.
E che gli strumenti di tortura non le appartenevano.

Un’invenzione dei protestanti, dice l’esperto intervenuto*.
Ché ‘sti cattivoni ereticizzanti, ce l’avevano tanto con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, le sue istituzioni e i suoi tribunali, da inventarsi barbarie di ogni genere e tipo.

E i vari marchingegni esposti nei musei della tortura sparsi in giro per il mondo, sarebbero dei falsi per turisti creduloni.

Me lo vedo Giordano Bruno che si butta sua sponte sul rogo in Campo de’ Fiori. Forse pensava che fosse una messinscena del mago Silvan.
E Ginevra Chemola? Che dir di quella sciocchina che pensava che un ristorante dedicato valesse bene un falò?

Tutta colpa dei protestanti.
Del resto anche i lager nazisti sarebbero un’invenzione degli americani.
Protestanti pure loro.

Nel frattempo penitenziagite…

* non chiedetemi chi fosse… l’ho detto che guardavo di sguincio!

Fine di una guerra di trincea

Luglio è stato un mese così.
Grandi battaglie per vincere o perdere un briciolo di terreno.
Per non sapere se sperare. O non sperare.
O non respirare nemmeno più.

Ma dopo tante battaglie la guerra è stata persa.
Madama la morte è passata poco prima che questo luglio finisse.
Beffarda fino all’ultimo.

E non sarà più ciò che è, il confine. Né cio’ che non e’.
Ma ciò che sarebbe potuto essere, se avesse voluto. Se avesse potuto.
Se fosse stato.

Ciao, piccolo Thomas.
Vai.