Napolitano

Toh, oggi pomeriggio i tiratori (franchi e non) si son presi pausa. Chè altrimenti domani si era ancora lì e la domenica è un casino, si deve andare a messa, a pranzo dalla suocera, a portare i bambini al mare.

Piove? Fa niente, si va al mare comunque, ché la festa va santificata. Anche dai non credenti, che non è vero, ma ci credo.

E allora, bruciati cavalli di razza come Prodi e Rodotà (che è il presidente che vorrei, ma che è troppo a sinistra perché l’Italia lo voglia), eccolo qui l’asso di bastoni: Napolitano.

88 anni, 60 passati in parlamento (Ses-san-ta), 7 da capo dello stato.
Gli ultimi 2 da delirio. Non vedeva l’ora di toglierseli tutti dai maroni. Era evidente.
Si era inventato anche la boiata dei 10 saggi pur di far melina e lasciare ad altri il marone del governo di un’Italia che ha dimostrato di non voler essere governata.

Ma niente, ‘sti 1007 (tutti ben stipendiati, eh?) non ce la potevan fare a trovar qualcuno e votarlo.
Han bruciato anche il nome di Prodi.
Prodi, non un pericoloso rivoluzionario come Rodotà. Prodi, quello che va bene per tutte le stagioni. Che se t’ammazza è per la noia.

Niente, lo richiamano.
È cosa cristo poteva rispondere sto poveraccio?
L’Italia è in una situazione penosa: non abbiamo un governo e nemmeno la prospettiva di un governo, non si possono sciogliere le camere, non si può tornare al voto. Che sarebbe comunque inutile, con questa legge elettorale che ci ritroviamo.
Siamo nella merda, non si possono aspettare 23 chiamate come per Leone .
E ‘sto poveraccio si ritrova lì, a 88 anni a far da badante a sta mandria di incapaci che non ha saputo tirar fuori niente dalle ultime elezioni.
E nemmeno imparare niente.

Eppure era un buon treno per cambiare un bel po’ di cose.
Se solo non si fosse giocato a veder chi c’è l’ha più lungo. Tutti.
Che la responsabilità di tutto questo è di tutta la sinistra.
Del PD che alla fine è imploso nei migliori veleni democristiani e ha battezzato Bersani come splendido capro espiatorio.
Ma anche di Grillo che per mantenersi duro e puro non ha voluto accordarsi per un governo, non ha voluto votare Prodi (che era pure un candidato uscito dalle quirinarie) e adesso grida al golpe.

Qualcuno glielo dica a Grillo che non basta vincer tutte le battaglie, quando alla fine la guerra la vince un altro.
Berlusconi.

Lui stasera ha di che festeggiare.
Lo aspettano anni luminosi.

Fuck.

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