Una proprietà

L’angelo de focolare – questo è quello che, alla fine, ci si aspetta che sia una donna.
Quella che mette in tavola il pasto. Quella che partorisce e accudisce i figli. Quella che stira le camicie.
Perfetta. Pura.

Quella che sta sempre dalla parte dell’uomo che ha accanto. Quella che lo aiuta ogni giorno. Quella che magari sta un passo indietro.
Sia mai che offuschi il suo splendore.

Quella che se lui ha un’altra deve fingere di non vedere. Quella che anche se non ci si ama più si sta insieme per i figli. Quella che viene affidata dal padre al marito, che il matrimonio è una cosa sacra.
E così sia nei secoli dei secoli, amen.

Quella che non deve rompere l’ordine costituito. Quella che deve dire sempre sì. Quella che non deve innamorarsi di un altro. Quella che se lo fa diventa una donna indegna.
Una madre indegna.
Da toglierle i figli, il pane, l’aria.

Quella che se non accetta l’angelico ruolo deve essere spezzata.
Ammazzata. Annientata.
Ché tanto, in fin dei conti, è solo una donna.

Praticamente una proprietà.
Di poco valore, oltretutto.

La notte porta consiglio

Io la sera non riesco a guardare niente in TV. Regolarmente mi ci addormento.
Fed uguale, uguaglio, solo che lui non lo ammetterebbe mai.
E allora abbiamo preso l’abitudine di registrare quelle poche cose che guardiamo per vedercele quando riusciamo, quantomeno, a tenere gli occhi aperti.

Così lunedì sera abbiamo registrato l’ultimo episodio di Coliandro, che ho visto stanotte (no, il bolso non c’era, lui alle tre di notte dorme).
Ma non è stato Coliandro a colpirmi.

A risultare notevoli sono stati:

  1. l’ennesima dimostrazione della mia eterna distrazione e scarsa attenzione ai particolari, visto che mi sono accorta che ci recitava un mio amico solo leggendo i titoli di coda.
    Non mi perdonerà MAI.
    Pace all’anima sua.
  2. questo spot trasmesso in uno dei tanti intervalli pubblicitari:

    Perché Mike non c’é?

    a meno di 24 ore dalla morte ha un effetto -come dire?- surreale.
    Mike, non mi era simpatico.
    Non mi mancherà e tampoco lo rimpiangerò.
    Ma stanotte mi ha colpito.
    Potrei anche fare un abbonamento a Infostrada e così togliermi dai maroni Fastweb.
    Pace all’anima sua.

Tutta colpa dei protestanti

A guardar Superquark, seppur di sguincio, c’è sempre da imparare.

E così stasera ho imparato che la Santa Inquisizione non era poi così inquisitoria.
E che gli strumenti di tortura non le appartenevano.

Un’invenzione dei protestanti, dice l’esperto intervenuto*.
Ché ‘sti cattivoni ereticizzanti, ce l’avevano tanto con la Chiesa Cattolica Apostolica Romana, le sue istituzioni e i suoi tribunali, da inventarsi barbarie di ogni genere e tipo.

E i vari marchingegni esposti nei musei della tortura sparsi in giro per il mondo, sarebbero dei falsi per turisti creduloni.

Me lo vedo Giordano Bruno che si butta sua sponte sul rogo in Campo de’ Fiori. Forse pensava che fosse una messinscena del mago Silvan.
E Ginevra Chemola? Che dir di quella sciocchina che pensava che un ristorante dedicato valesse bene un falò?

Tutta colpa dei protestanti.
Del resto anche i lager nazisti sarebbero un’invenzione degli americani.
Protestanti pure loro.

Nel frattempo penitenziagite…

* non chiedetemi chi fosse… l’ho detto che guardavo di sguincio!

Lamentazione

Ci sono momenti, come questo, che mi chiedo dove sia scritto che io debba dormire sempre meno ed essere sempre attiva uguale.

Dovevano esserci delle clausole in corpo 5 nel contratto.
Anzi, forse anche più piccolo, ché non l’ho proprio vista ‘sta cosa.

Ma fa girar le balle.
E non poco.

Delusione

Non so che faccia dovrei fare in questo momento.
Probabilmente quella che faccio.

Anche i progetti per domani dovranno saltare al grido di arrangiati che dio ti aiuta.
E che non mi si venga mai più a dire che non è vero.

Mea culpa.

E torno dal limbo per parlar del limbo

Se uno non sarà rinato nell’acqua e nello Spirito Santo, non potrà entrare nel Regno di Dio.
(Giovanni 3,5)

Il Limbo è un luogo dello spirito per quanti hanno amato Dante e la sua Commedia.
L’inizio del viaggio, l’Acheronte, il castello inaccessibile e le anime giuste e sapienti, destinate a non goder mai della visione di Dio perché non battezzate.

Non battezzate, questo è il problema.
Che poi anche qui ci sono i distinguo: ci sono i giusti non battezzati perché nati prima dell’avvento di Cristo e per questi il limbo è situazione temporanea.
E poi ci sono i bambini non battezzati e per loro è destinazione necessaria e definitiva.
Anzi: era definitiva.

Il 20 aprile 2007 le cose cambiano e viene teologicamente esclusa la necessità del limbo per i bimbi non battezzati.
Non è che venga abolito, ma viene considerato da un lato plausibile e dall’altro una visione eccessivamente restrittiva della salvezza.

Insomma se prima si sapeva dove si andava a finire adesso c’è un bel limbo-nonlimbo. Una curiosa sovrapposizione di due autostati sorprendentemente antitetici ortogonali* che comunque dice nulla.

Si potrebbe prenderla come base per una nuova teogonia obliqua.
In fondo ogni dio è figlio delle più grandi contraddizioni dell’uomo.
In fondo.

*sì, sì, al solito facciamo quelli che fanno vedere di sapere le loro cosine, visto che la precisazione è stata richiesta dal bolso

Vittime e carnefici

E’ appena finita la tanto discussa puntata di annozero, quella in cui hanno trasmesso il documentario BBC Sex Crime and Vatican.
Più che il filmato, che avevo già visto da un po’, mi interessava il dibattito.

E monsignor Rino Fisichella, rettore della Pontificia Università Lateranense, cui va tutta la mia ammirazione per il self control e le arti diplomatiche (duemila anni di scuola saran ben serviti a qualcosa), ha decisamente vinto ogni possibile premio per la faccia di bronzo con cui ha detto:

Anche la Chiesa è vittima

Allora se il core del filmato fosse stata la denuncia di pedofilia da parte dei membri della Chiesa Cattolica Apostolica Romana, monsignor Fisichella potrebbe anche aver ragione, visto che certe pecore nere sono di sicuro un’onta per la perfettissima immagine che la Chiesa vuole dare di sé.

Ma la vera questione è che la Chiesa Cattolica, quella che vorrebbe insegnare a tutti (cattolici e non) quali siano le regole morali su cui improntare la propria vita, i panni sporchi se li vorrebbe lavare in casa.
Nessuno se ne deve impicciare, nessuno ne deve parlare, nessuno deve sporgere denuncia all’autorità costituita.
E, con la scusa del segreto istruttorio per il processo canonico, impone a tutti il silenzio, pena la scomunica, nei casi di violenze sui bambini.
Poi si sa i processi canonici durano molti anni e tra qualche lustro tutto finirà a tarallucci e vino.

E in tutto questo la Chiesa ha il coraggio civile di chiamarsi vittima?

Ci sono conti che non mi tornano. Non possono proprio tornare

Un unico pensiero, mutuato da Luis de Buñuel: grazie a dio sono atea.

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