Non raccontiamoci troppe balle sul risultato di Trento

Io sono trentina. Il fatto di aver, piuttosto recentemente, cambiato residenza non mi rende meno trentina.

E sono orgogliosa che almeno lì siamo riusciti a non perdere.
Ma non illudiamoci, che non sono proprio rose e fiori, proclami di Veltroni a parte.

Il fatto che Repubblica e Corriere non riportassero i confronti con le precedenti elezioni mi faceva sospettare che ci fosse una qualche ragione per non riportarli.

Abbiamo vinto, è vero, ma meno bene dell’ultima volta.
E, temo, sia stato più un voto di opposizione che di convincimento, considerate i poco celati intenti leghisti di ridurre autonomia e soprattutto fondi alla provincia.
Il sapore del classico male minore, insomma.

E il PD è il primo partito, vero.
Ma non dimentichiamoci che il trentino è dai tempi di De Gasperi, ovvero da sempre, terra di democrazia cristiana.
Per carità, di quella DC non troppo intrallazzona, non troppo schifosa, ma sempre DC.
Ed è questa profonda monoradice DC ad aver vinto ieri, non certo il riformismo di sinistra.

Insomma non c’è da gridare all’Ohio d’Italia. Non è proprio né il caso né il contesto.

Uòlter, non gongolare su questo risultato che non è una gran vittoria.
Piuttosto dicci: che famo domani? ‘ndo annamo?