Tre anni fa
Tre anni fa a quest’ora camminavo nervosamente avanti e indietro in una sala d’attesa al piano terra del padiglione 25.
Il primo volume dell’enciclopedia della storia che quell giorno era in regalo con repubblica era ormai finito da un”ora.
E non chiamavano. Continuavano a non chiamare.
Tre anni fa abbiamo studiato ogni singola mattonella di quel pavimento, ogni singola imperfezione, ogni impronta di scarpe non troppo pulite.
E avrebbero dovuto chiamare un’ora, un’ora e mezza prima.
Tre anni fa l’avevamo visto per l’ultima volta senza la cicatrice che, netta, taglia in due il suo torace. Davanti alle porte della sala operatoria, pochi minuti prima del suo primo lancio col paracadute.
Avremmo dovuto aspettare le tre e mezza, prima che l’altoparlante gracchiasse il suo nome. E poi la corsa per arrivare davanti alla rianimazione.
E le porte tagliafuoco che lentamente si sono aperte sul volto sereno e stanco del cardiochirurgo
Come va? - queste sono state le sue prime parole.
Non le dimenticheremo mai.

