Piccoli marpioni crescono

Friday, July 30th, 2010 at about 12:38

Sai mamma, io e il mio amico Mirco abbiamo inventato un gioco…

- Chi è Mirco? Che gioco avete inventato?

Mirco è un mio amico del campo estivo! E abbiamo inventato il gioco del bacio

- … come funziona?

Che io e Mirco scappiamo, Giada e un’altra bambina che non mi ricordo come si chiama ci rincorrono e ci baciano. Poi se ci baciano noi perdiamo e allora dobbiamo scappare di nuovo…

-…

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by D.
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Cappuccetto Rosso - seconda parte

Sunday, July 18th, 2010 at about 10:17

(Mattina presto, bimbi chiusi nella loro camera)

Dai, facciamo Cappuccetto Rosso - seconda parte!

Ulisse esce e, con in mano un cappello da Babbo Natale, bussa alla porta.

Chi è? chiede la vocina dall’altra parte,

Sono cappuccetto rosso, nonnina recitato con voce grave e sventolando il cappello di cui sopra.
Apre la porta e urla Ta- dah!

Un attimo di silenzio e poi esplode la voce di Cesare: Papà, papà io ho paura di questa parte… Papààààààà
Papàààààààààààààààà, fallo vomitare!

Papà entra in camera, e vede Ulisse-lupo a letto con il cappello da Babbo Natale in testa, e Cesare-bozzo sotto le coperte che dovrebbe essere nella sua pancia.
Papà… ho paura, fallo vomitare!

Ma Cappuccetto Rosso non è ancora arrivata!
E’ lo stesso, fallo vomitare!
Lupaccio, io sono un cacciatore! Adesso ti do due botte sulla schiena (che si fa solo per finta, solo nelle favole) e tu vomiterai!

Cesare-nonna esce da sotto le coperte Lupo, adesso ti prendo e ti riempio di pietre…
Ma poi mi fare vomitare anche quelle?

by D.
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Disabilità ai tempi del berlusconismo

Tuesday, June 1st, 2010 at about 11:33

Questo è un Paese che ha 2 milioni e 7 di invalidi. Su 60 milioni di abitanti, escludendo i giovani e le persone che per definizione non sono così invalidi (salvo incidenti). 2.7 milioni di invalidi pone la questione se un Paese così può essere ancora competitivo
Giulio Tremonti, ministro dell’Economia

Da molto tempo ormai ho rinunciato ad occuparmi di politica.
Non perché non abbia più degli ideali, ma perché penso davvero che l’Italia sia una causa persa.
Vivo anch’io nel mio orticello, come fanno tutti, cresco i miei figli in quella che comunque è ancora una buona città e spero per loro un futuro altrove.
Un futuro che io non ho saputo dargli, non qui, almeno.

Però succede che anch’io abbia qualche rigurgito di indignazione.

Conosco la disabilità perché ho un figlio disabile.
Un figlio che ho, che abbiamo, scelto di avere, pur conoscendo in anticipo la sua disabilità (al grido di e non siete nemmeno cattolici). Tornando indietro rifarei la stessa scelta ad occhi chiusi.

Per fortuna a Cesare è concessa una vita normale: va a scuola, al parco, gioca con gli amici. Canta, salta e balla come il migliore dei tre porcellini.

Ma il cuore di Cesare non è come quello degli altri bambini e la spada di Damocle del prossimo intervento a cuore aperto oscilla sempre di più sulla sua testa. Quando dovrà essere sarà.
Nemmeno la mente di Cesare è come quella di tutti gli altri bambini, ché la lunga ospedalizzazione e le manipolazioni cruente hanno lasciato degli echi sordi che si ripercuotono sulla vita di ogni giorno.

Tutto questo si traduce in controlli specialistici da fare più volte l’anno, in sedute di psicomotricità due volte a settimana e di acquaticità altre due, in gruppi di lavoro con le maestre, la pedagogista e la neuropsichiatra.
Il che significa che avere un figlio disabile e volerlo seguire adeguatamente, comporta un ovvio investimento di energie mentali e fisiche, ma anche un meno ovvio investimento di tempo e soldi, visto che le ore di assenza dal lavoro non sono poi così poche.

Cesare è comunque un bambino fortunato, perché ha due genitori che, almeno per ora, se lo possono permettere di avere un figlio disabile.
Non va così bene a tutti.

Soprattutto di questi tempi di crisi, dove, visto che si tagliano addirittura gli stipendi di ben 9 ministri, si possono togliere le indennità di accompagnamento di tutti gli invalidi con una percentuale di invalidità inferiore all’85%.
Per intenderci, restano fuori i bambini con la sindrome di Down. Restano dentro quelli con la sindrome di Edwards, ma tanto quelli muoiono tutti subito.
Del resto questo governo l’aveva ben detto di voler fare la lotta ai falsi invalidi.

Ma, per favore, i nostri governanti la smettano di riempirsi la bocca affermando di sostenere la vita a tutti i costi.
Ché, al più, sostengono la nascita a tutti i costi per poi lasciarti da solo a campare.

P.S.: L’Italia per l’invalidità (comprese le pensioni di reversibilità) spende l’1,5% del proprio PIL. La Germania spende il 2%, la Francia l’1,8, il Portogallo il 2,3, la Polonia l’1,7, il Regno Unito il 2,4. La media nell’Europa dei 15 è il 2,1%. Spendono meno dell’Italia la Grecia, la Bulgaria, l’Estonia e la Romania (Fonte: “Relazione Generale sulla Situazione Economica del Paese – 2009″, a cura del Ministero dell’Economia – Volume I, pp. 72-73)

by D.
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Le spine e la consecutio temporum

Sunday, May 30th, 2010 at about 12:17

Cesare ha da qualche giorno un buco nella coscia: i bambini di Casaglia imparano sul campo che i rovi pungono. :)

- Sai Papà, all’Acero ci sono dei bastoni con… [fa il gesto di spine che escono]
- Dei rovi!
- Già!
- [Papà ammicca interrogativo] E tu perché sei andato proprio lì?
- credevo che quei bastoni in cui sono andato non avessero dei rovi e invece ce l’avevano.
- …

Mi sono girato e ho aperto l’editor del blog. Immortalato il momento, anche se non è la prima volta.

by Federico