Archive for the 'Cardioavventure' Category

Conversazione sotto il pesco

Friday, July 11th, 2008 at about 22:53

Un nonno in ospedale da due settimane.
E il tato che gli disegna un autobussone con tante farfalle colorate, che lo porti a casa prestissimo.
Il nonno che sta subito meglio.

E’ riparato il mio nonno? - chiede il Tato allo zio

- E’ in riparazione, Cesare, ma manca poco e tornerà a casa

Col mio autobussone?

- Certo, Cesare. E tu?

Io sono già stato riparato. - dice serio serio. Poi scappa via a giocare.

Brivido lungo la schiena di iMamy.

by D.

E la fregatura dov’è?

Wednesday, September 5th, 2007 at about 22:37

E’ la prima volta che arriviamo davanti alle porte dell’emodinamica e non c’è nemmeno un ma.

Sì ci sono volute diciotto atmosfere (e mezza, ma la mezza non si può dire ;-) ) e non sono riusciti a mettere lo stent nella polmonare destra (l’abbiamo tirato fuori prima di perderlo in giro per il cuore, va là), però… però la pressione nel ventricolo destro è buona come non lo è stata mai e il gradiente sulla cava superiore è di soli 2 mmHg.

OK… ma cosa c’è che non va?
-Niente
Non è possibile, c’è sempre qualcosa che non va!

Ride. Il medico ride.
Non succede spesso.
Tampoco in questi giorni che in reparto c’è ben poco di cui ridere.

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by D.

Ritornare

Tuesday, September 4th, 2007 at about 10:02

Pioggia incessante a battere sui vetri. Tergicristalli in funzione.
Abbiamo battuto ogni record stamattina: un’ora di ritardo. Non siamo mica dilettanti, noi.

La sbarra si alza. Il padiglione 25 è sempre lì, al solito posto. Piove e non c’è uno straccio di posto dove parcheggiare. Ci fermiamo proprio davanti al portico d’ingresso. Prendo la valigina rossa e faccio scendere Cesare.

Mamma, io non sono rotto.
- No, tesoro, non sei rotto.

Entriamo e c’è il portinaio che ci ha aperto la porta la prima volta che siamo entrati da questo ingresso, quando io facevo ancora fatica a camminare per i punti del cesareo e, in teoria, giammai avremmo potuto lasciare la macchina lì..

Cesare? E’ Cesare quello? Ma quanto è cresciuto? E’ bellissimo…
- Complimenti per la memoria
Certi bambini restano proprio nel cuore…

Cesare trascina orgoglioso la sua valigina verso l’ascensore. Lo guarda arrivare.
Mamma, devi schiacciare 1…
Pure quello si ricorda, eppure io sbaglio e finiamo al piano di sopra. Dormire poco mi fa male, decisamente.

E arriviamo alle nostre porte, quelle sorvegliate dalle guardie dagli scudi a cuore.

Mamma, io non sono rotto.
- No Cesare, non lo sei.

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by D.

Tre anni fa

Thursday, August 30th, 2007 at about 15:13

Tre anni fa a quest’ora camminavo nervosamente avanti e indietro in una sala d’attesa al piano terra del padiglione 25.
Il primo volume dell’enciclopedia della storia che quell giorno era in regalo con repubblica era ormai finito da un”ora.
E non chiamavano. Continuavano a non chiamare.

Tre anni fa abbiamo studiato ogni singola mattonella di quel pavimento, ogni singola imperfezione, ogni impronta di scarpe non troppo pulite.
E avrebbero dovuto chiamare un’ora, un’ora e mezza prima.

Tre anni fa l’avevamo visto per l’ultima volta senza la cicatrice che, netta, taglia in due il suo torace. Davanti alle porte della sala operatoria, pochi minuti prima del suo primo lancio col paracadute.

Avremmo dovuto aspettare le tre e mezza, prima che l’altoparlante gracchiasse il suo nome. E poi la corsa per arrivare davanti alla rianimazione.
E le porte tagliafuoco che lentamente si sono aperte sul volto sereno e stanco del cardiochirurgo

Come va? - queste sono state le sue prime parole.
Non le dimenticheremo mai.

by D.