Stiamo rientrando a casa, dopo una cena prenatalizia con gli amici quando nel buio della macchina rimbomba una, anzi la, domanda:
Ma perché quando ero piccolo sono stato in ospedale due volte?
Due genitori con un unico grande fumetto sulla testa E questa da dove viene fuori?
- Ehm, Cesare, è che il tuo cuoricino è stato un po’ monello e voleva fare uno scherzo, ma a te come è venuta in mente quest’idea?
L’ho visto sull’album. E anche nel diario. Dalla nonna,sai?
Ma poi non è mica giusto che io abbia tutti quei segni. Sono solo io ad averli.. nessun altro è stato operato al cuore!
Altro grande fumetto sulla testa dei due ignari genitori.
- Ma no, tesoro, succede a molti bambini di vere un cuoricino un po’ monello, sai? E le cicatrici che hai sono il segno di quanto sei stato coraggioso. Come i pirati o i cacciatori di squali…
E poi perché mi lasciavate solo?
Nel fumetto adesso un grande falò di foto, album e diari e negli occhi una lacrima furtiva.
- Solo? Ma cosa ti viene in mente… mamma e papà non ti hanno lasciato solo. Mai. Nemmeno un minuto. Qualche volta non potevano stare con te, come adesso quando vai a scuola, ma non ti hanno mai, davvero mai, lasciato solo.
Ma c’era scritto…
Come fai a spiegare a un bambino che non è sempre stato facile? Che lui ha dovuto fare salti, lanci e voli molto più grandi di lui e ce l’ha fatta? Come fai a dirgli che in tutto questo lui è un bambino fortunato?
E soprattutto, come fai a spiegargli che tu c’eri, ma non potevi esserci?