Preoccupante proliferazione di bolsi

Prologo
Malga alpina, esterno, giorno

– Mamma, mamma! Hai visto che sulla targa della macchina di papà c’è la D di Dido, la C di cesare e la M di mamma. Ma papà non c’è?
– Ma certo che c’è! La vedi quella I su fondo blu? Ecco quella è la I di Il bolso!

iPapy ringhia, Cesare ride, Ulisse ancor di più.

Qualche giorno dopo…
A22, macchina, giorno

– Mamma, sai… credo che in quasi tutte le famiglie ci sia un bolso. Hai visto quante I sulle targhe?

iMamy piegata in tre dal ridere, iPapy ringhia al cubo.
Cesare e Ulisse perplimuti

Epilogo
Casa, interno, notte

-No, non è giusto, glielo devi spiegare che la I non significa il bolso.
(…) e poi (…) e ancora (…)
(insomma, vi risparmio la filippica)

– Cesare, vieni qui che ti devo dire una cosa!
La I sulle targhe non significa il bolso, ma Italia.

Faccia perplessa per meno di un nanosecondo.
-Sulle altre macchine, forse, sulla nostra no!

Il ragazzo è perspicace.

Il giorno prima del primo giorno di scuola.

Mamma, piantala di dirmi che domani andrò a scuola, rivedrò Jacopo, Bianca e Sofia, che avrò un maestro e tutte quelle robe lì. Hai capito che non voglio parlarne?

iMamy scuote la testa, aveva pensato che era cosa buona e giusta prepararlo al grande evento. Evidentemente si sbagliava.

Piuttosto spiegami: dove finisce lo spazio?
– Eh, Cesare, bella domanda. E’ che nessuno sa bene dove lo spazio finisca. Sembra però che si allarghi sempre di più.
Ma allora se si allarga, vuol dire che prima era più piccolo. E com’era quando era piccolissimo?
– Non si sa bene nemmeno quello. C’è stato un signore che qualche anno fa ha pensato che tutto sia cominciato come una grande esplosione e che proprio in quel momento siano iniziati sia lo spazio che il tempo che poi son pure legati tra di loro.
E prima dell’inizio del tempo cosa c’era?
– C’è chi crede che prima ci fosse una persona potentissima e che questa persona abbia dato inizio a tutto. Io penso che questa domanda invece non abbia senso perché non ci può essere un prima dell’inizio del tempo.
Ma allora non c’erano i bambini, non c’erano le palle, non c’erano le finestre…
– No, non c’era niente di niente
E poi? Come han fatto a venir fuori dal niente?

Figliuolo, tu domani mattina inizi la prima elementare. Devi preoccuparti della A, non della metfisica.