Stabilestazionario (part two)

Oggi era il giorno del controllo.
Il solito, quello che ci aspetta ogni anno.
Ma ogni anno le cose cambiano un po’.
Cesare è più grande, salta sul lettino da solo.
Si mette gli elettrodi per l’elettrocardiogramma. Un po’ giusti, un po’ sbagliati, ma da solo.
Guarda come cambia il grafico quando muove le braccia. Le gambe. Quando respira piano. Quando respira forte.
E solo ieri ne era terrorizzato dei coccodrilli.

Cesare è sicuro di sé, non teme il dottore. Non teme la sonda.
Non ha proprio più paura.
Ha fame però. E fa interrompere l’esame per mangiare una brioche, fortunosamente recuperata dall’infermiere.
Con negli occhi la stessa caparbietà di allora.

E’ stabilestazionario.
Che non è sempre un bene ma stavolta, di sicuro, lo è.