L’apertura dei cancelli

Finalmente libero

Con Cesare non c’era stata occasione: il lettino era diventato troppo stretto per lui noi eravamo prigionieri della casa provvisoria, troppo piccola per fare cambiamenti e troppo provvisoria per un letto nuovo.

Semplicemente Cesare si prese il lettone, Ulisse neonato il lettino e noi genitori il divano letto di Paolone.

Ma ora siamo a casa nostra e ogni notte è un carosello di letti: lettino, lettone, divano, letto di Cesare. Una transumanza continua.

Ulisse potrebbe essere trattenuto solo da un trasportino per cani di grande taglia, a patto di sopportare le urla da carcerato. Il lettino gli serve solo ad emulare Nino Castelnuovo (*).

E così ieri sera mi sono armato di brugole e ho abbattuto barriere e cancelli.

Ed è stata libertà e felicità.

E stanotte ci hanno dormito insieme. Abbracciati. Almeno per un po’.

Poi è ricominciato il carosello fino all’alba.

(*) Secondo me “fare olio cuore” dovrebbe entrare nel vocabolario.