I sotterranei del S. Orsola sono un’esperienza di vita.
Sembrano tirati fuori dalle quinte del set di un film catastrofico postmoderno: un labirinto di cunicoli dal soffitto bassissimo, attraversati da tubi di ogni genere e tipo, caldissimi, con un tasso di ossigeno molto inferiore a quello permesso anche dalla piu’ tollerante delle norme, un’odore di uno smog che toglie il fiato e un traffico impressionante di bici, trattorini e carrelli che alcuni semafori cercano, inutilmente, di rallentare.
Lì sotto c’è un piccolo laboratorio che non vede mai il sole e solo raramente qualcosa di umano che sia piu’ strutturato di una cellula.
Undici mesi fa abbiamo bussato a quella porta. Ad aprirci una dottoressa bionda.
Il cromosoma 22 è a posto. Non c’è microdelezione.
- Ne è sicura dottoressa?
Ci ho messo sotto la mia firma!
Non avremmo mai creduto che si potesse essere tanto felici perché un figlio ha solo una cardiopatia.
Ieri siamo tornati ad attraversare i sotterranei del S. Orsola per ribussare a quella porta.
Con noi c’era anche Cesare.
Grazie dottoressa. Grazie per essere arrivata in tempo.
Questo è il risultato di quel patrimonio genetico che lei ha analizzato molti mesi fa.
Era un po’ stranita. Probabilmente un po’ commossa.
Ha fatto i complimenti a noi per la nostra scelta e al Tatino per la sua bellezza.
E quindi uscimmo a riveder le stelle…
by D.