Darwin at work
Di fatto a new iBaby non c’è mai stato.
Nel senso che c’è stato per così poco da non lasciare traccia.
Non c’è la camera gestazionale, non c’è niente.
Darwin non smette mai di lavorare… perché la vita, alla fine, vince sempre.
Di fatto a new iBaby non c’è mai stato.
Nel senso che c’è stato per così poco da non lasciare traccia.
Non c’è la camera gestazionale, non c’è niente.
Darwin non smette mai di lavorare… perché la vita, alla fine, vince sempre.
Un altro viaggio è incominciato, un nuovo iBaby in arrivo.
Non so dire come sto, semplicemente sto alla finestra a guardare quello che succede.
Sarà che non c’è l’emozione della prima volta.
Sarà che la prima volta non è certo stata facile.
E le minacce d’aborto, E la cardiopatia. E dover decidere se farlo nascere. E l’uterina destra che non portava sangue. E il rischio di gestosi. E la sciatica. E l’oligoidramnios. E la pressione che si alzava. E la sofferenza fetale. E il parto rimandato di minuto in minuto finche’ la cardiologia non ha detto sì.
E non poter nemmeno scoppiare a ridere in faccia a chi ti dice stronzate del tipo
(Censured by iPapy, che ai colleghi, ancorché cafoni, ci tiene. Manderò in mailbox a chiunque faccia richiesta.)
perché crede davvero che sia una cosa intelligente da dire.
E, soprattutto, doversi imporre di non amarlo troppo, perche’ le probabilita’ che non sopravvivesse erano a due cifre e non potevo dimenticarlo mai.
E adesso?
Al solito, ci vuole tempo e pazienza.
Vedremo come va a finire.
Un passo alla volta.
Con tutte le luci di casa spente meno una anche Tatino aderisce all’iniziativa di m’illumino di meno di Caterpillar.
Alleghiamo foto dimostrativa.
[Attiva la colonna sonora - ripetere secondo necessità]
Non so quanti abbiano osservato il comportamento delle mucche.
Le mucche sono animali socievoli che si trovano a loro agio in un gruppo, dove vige un ordine sociale necessario soprattutto quando è il caso di scegliere un posto comodo per riposare o il pezzo di terra ove brucare o roba del genere.
Per mantenere l’ordine e la disciplina del gruppo usano un segnale semplice quanto chiaro: una sorta di testata laterale, con o senza corna, che in dialetto trentino si dice burata.
Le mucche si salutano a mezzo di burate, rimproverano i vitelli, lottano per il posto all’ombra dove dormire.
La burata è stata introdotta nel comportamento umano dallo zio Enricucciomattomatto decinaia di anni fa.
E deve essere entrata nel patrimonio genetico della famiglia, visto che anche il Tato da ieri si applica in questa forma di comunicazione.
Avanti così e anche lui ha ottime probabilità di diventare senza zervel.