Archive for April, 2007

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Tuesday, April 17th, 2007 at about 00:23

Ulisse si sveglia alle cinque e mezza.
Puntuale come la morte.

iMamy non si sveglia, ma si alza e gli rifila il primo biberon della giornata.

Alle sei e mezza si alza Cesare.
Vien fuori dal lettone (che ormai, dopo strenuanti lotte, è definitivamente tutto suo) e con aria cisposina, messosi in posa plastica (tipo statua della libertà) sul divano letto, intona il primo Fratelli d’Italia della giornata.

E iPapy?
Non censito.

Nonostante la sveglia che suona, nonostante il richiamo più o meno gentile rivoltogli dal suo figlioletto (avete presente un mestolo che viene battuto tra le costole? :-)), nonostante il caffé portatogli da iMamy, insiste a rimanere appallottolato sotto il piumone come un novello Bello addormentato nel bosco.
Ogni mattina, tutte le mattine.

Cercasi disperatamente principe/principessa (qui non facciamo discriminazioni sessiste) disposto/a a prendersi cura del di lui risveglio.

Astenersi perditempo.

by D.

iBaby & JTheo

Friday, April 13th, 2007 at about 01:49

Interno casa (quella sopra i pazzi), prima mattina (per non dire alba).
Filmato sul citizencamp che gira sullo sfondo, con iPapy che racconta entusiasta della twitterbeer di ieri sera e dei suoi partecipanti (a dirla tutta erano le partecipanti ad averlo esaltato).
E sullo schermo arriva JTheo, novella epifania.

iMamy: Vedi, Tato, quello è Matteo e ti ha portato il bellissimo cagnolone che ronfa
iBaby: No, è JTito
iMamy: No, Tato, JTheo, non JTito
iBaby: Ho detto JTito, ho detto.

JTheo, è ora di cambiare nick, altro che template…

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by D.

Racconto a sorpresa

Thursday, April 12th, 2007 at about 06:32

Fogli, documenti, scartoffie.
Tutto alla rinfusa, tutto su una libreria che raccoglie di tutto. Persino una caramella succhiata.
E tra bollette da pagare, fatture dei lavori di ristrutturazione e scontrini che iPapy conserverà fino al prossimo anno santo c’è una busta dei Piccoli Grandi Cuori.
Di primo acchito l’avrei buttata senza nemmeno aprirla, tanto non abbiamo mai tempo di leggere nulla…

Poi il ripensamento ed eccomi qui a leggere il racconto della festa dello scorso anno:

(…) E’ la festa dei Piccoli Grandi Cuori, sì non è la festa dell’associazione, è proprio la festa dei bambini che con coraggio, con forza, hanno superato un momento importante della loro vita.
E’ la festa di tutti quelli che con il cuore ogni anno, uno dopo l’altro, senza soluzione di continuità, hanno cercato di aiutare un cuore a crescere, a battere, a vivere.
Con questa festa un anno finisce e un anno ricomincia, perché la nostra vita da chirurghi non inizia il primo giorno di ogni anno ma, se esiste un inizio e una fine, certamente l’inizio è il primo giorno dopo la festa dei Piccoli Grandi Cuori.
Quest’anno è davvero tutto particolare, i bambini sono sempre più numerosi e fai sempre più fatica a riconoscerli, alcuni perché sono diventati grandi, altri perché in soli pochi mesi sono completamente cambiati e tu te li ricordi come erano in ospedale e qua è tutto diverso. Sarà il sole, sarà la musica, sarà la gioia disegnata sui loro volti, ma sono diversi e non è facile riconoscerli tutti.
E ci sono sempre tutti quelli che sono presenti e quelli che non sono arrivati.
Certo basta un attimo, un ricordo, e la loro storia viene subito chiara nella mente perché ogni storia è una storia particolare e non può essere confusa, mischiata con nessun altra.
Per noi è come entrare nella nostra vita, nel nostro passato più o meno recente, è un segno del nostro impegno, delle nostre paure, delle nostre speranze, delle nostre gioie e dei nostri dolori, dei nostri successi e degli insuccessi, un segno del nostro lavoro, della nsotra vita.
(…) E’ arrivato, presto ed inaspettato, il tempo di ringraziare chi si è impegnato alla riuscita della festa (…). Ma io devo ancora una volta ringraziare i bambini che con il loro sorriso ci danno ogni anno la carica per continuare, riempiono i buchi del nostro cuore e ci danno la forza di continuare a scrivere nuove storie.
Certo come recita una canzone che si sente arrivare da lontano fa rumore muoversi tra gli ostacoli del cuore, non è facile ma bisogna continuare la nostra festa.
Ora ho capito cos’è la Festa dei Piccoli Grandi Cuori: non è una festa ma il nostro sogno e quello che sogniamo continuamente, quello di poterci tutti incontrare ad una festa così il prossimo anno.

Prof. Gaetano Gargiulo

Questo è l’uomo che uscito da sette ore di intervento a Cesare ci ha chiesto Come va?.
Scusateci se è poco.

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by D.

Di nuovo insieme

Wednesday, April 11th, 2007 at about 17:27

Il nonno è tornato a casa ieri.

Due omoni rossi l’hanno portato su in ascensore. Era ancora debole.

Il nonno ancora non cammina, gli fa male un ginocchio. Ma il cuore è tornato a posto, i polmoni sono puliti ora. C’era un brutto focolaio dentro.

Sarà per questo che mi tengono lontano con i miei starnuti? Io voglio andare a salutarlo e iPapy mi rimprovera.

Il nonno in casa va a rotelle e io gli vado dietro contento.

Bentornato, nonno.

Posted in Dedicato a...
by ibaby