Cronache dalla festa del papà

Ieri Cesare e Ulisse sono stati dalla dentista con la Mamma.

Ulisse (6 anni) ha coraggiosamente subito la seconda estrazione di denti a sorpresa nel giro di pochi giorni.

Cesare (8 anni e mezzo) ci ha regalato una delle sue riflessioni intime:

Sai mamma, quando si diventa grandi cambiano i ruoli: prima si è solo figli, poi a un certo punto si diventa papà. E poi, quando i tuoi figli diventano papà, si diventa nonni. Si cambia sempre, crescendo.

La sera, Cesare, Ulisse e Daria (Mamma) hanno fatto una sorpresa a Papà.

Festa del Bolso Papà

La notte la fata dei dentini ha messo un regalino sotto il cuscino di Ulisse.

Birthday party

Oggi è compleanno di iPapy.

iMamy aveva ben promesso di uscire dal lavoro presto e portare i due iBabies a comprargli un regalo. Ma, come Murphy sa bene, il gatto cade sempre dal lato imburrato.

Però i due non demordono e decidono di farselo da sé il regalo: due bellissimi disegni. Tutti per il loro papà. E progettano di portarlo fuori a cena e di prendergli una bellissima torta.

Ma c’è la riunione a scuola e dopo quella papà va dal suo di papà, in ospedale da un mese, ormai.

A veder sfumato anche il nuovo progetto, Ulisse si dispera. Lui ci teneva tanto a festeggiare il suo papà.
Ma Cesare non si arrende. E si inventa di fare una festa a sorpresa.

Corsa in pasticceria a comprar due torte. E le candeline.
E come facciamo a non fare entrare papà. E cosa gli cantiamo. E i disegni non sono ancora finiti.

La mamma ha anche preso un regalo. Da incartare, ovviamente.

Minuti di fibrillazione. Pappa per gli affamati. Torte candelinate. Disegni colorati. Regalo incartato. Poco importa delle renne che occhieggiano dalla carta evidentemente riciclata e anche un po’ strappata.

E il tocco finale.
Quattro manine che piegano i disegni e ci scrivono:

Ti voglio bene, papà.

Preoccupante proliferazione di bolsi

Prologo
Malga alpina, esterno, giorno

– Mamma, mamma! Hai visto che sulla targa della macchina di papà c’è la D di Dido, la C di cesare e la M di mamma. Ma papà non c’è?
– Ma certo che c’è! La vedi quella I su fondo blu? Ecco quella è la I di Il bolso!

iPapy ringhia, Cesare ride, Ulisse ancor di più.

Qualche giorno dopo…
A22, macchina, giorno

– Mamma, sai… credo che in quasi tutte le famiglie ci sia un bolso. Hai visto quante I sulle targhe?

iMamy piegata in tre dal ridere, iPapy ringhia al cubo.
Cesare e Ulisse perplimuti

Epilogo
Casa, interno, notte

-No, non è giusto, glielo devi spiegare che la I non significa il bolso.
(…) e poi (…) e ancora (…)
(insomma, vi risparmio la filippica)

– Cesare, vieni qui che ti devo dire una cosa!
La I sulle targhe non significa il bolso, ma Italia.

Faccia perplessa per meno di un nanosecondo.
-Sulle altre macchine, forse, sulla nostra no!

Il ragazzo è perspicace.

Ingannare l’attesa

[nota di disambiguazione: questo post riguarda mio babbo, il nonno di iBaby.]

Anche se arrivi con l’unico codice rosso al pronto soccorso semivuoto finisci per aspettare un po’. L’alba del 24 dicembre comincia dormicchiando contro i vetri del Maggiore mentre il babbo fa il pieno di ossigeno e si stabilizza. Un viaggio in macchina per recuperare la mamma che non ha trovato il taxi, si aspettano notizie dalla guardiola.

Accanto a noi un giovane padre con un fagottino di 22 giorni forse dovrà imparare a dare il biberon entro mattina se la madre ricoverata dovesse interrompere l’allattamento al seno. Lo chiamano dentro, rimane la nonna preoccupata.

Devo aspettare ancora un po’, non sappiamo dove ricoverano il Nostro stavolta. Dico alla nonna che se fa sei piani in ascensore al pronto soccorso pediatrico non le negheranno mica un biberon per un piccoletto affamato, che non è difficile imparare a dare il latte.

Che col primo eran tutte cautele, acqua buona e latte microdosato, dopo le due operazioni al cuore, col secondo, dimesso da due genitori dimentichi di fare provviste, abbiamo aperto il rubinetto dell’acqua e riempito il biberon. L’acqua calda, così saltavamo un passaggio.

E ora ci saltano addosso forti e felici. E domattina, nonostante tutto, avranno il loro natale.