Archive for the 'iPapystories' Category

Disaster!

Wednesday, January 6th, 2010 at about 23:46

Prendi una mamma con l’emicrania, un papà stanco e due figli scatenati da due settimane di vacanze natalizie.
Metti che il balletto serale per andare a letto sia ormai diventato un cancan.
Aggiungi che l’Ululisse a volte decide che la cacca non si fa in bagno, ma dove ci si trova.

Il risultato è una cacca fumante sull’orsetto preferito di Cesare che, per altro, era sul relativo letto. Ululisse che ci finisce dentro con i piedi e la spalma per tutta casa. iPapy in preda ad attaccodi panico da pericolo invasione di batteri. La porta di camera dei bimbi che si incastra per via di una sedia e Cesare che invece di spostarla si mette a legger calendari…

iMamy si alza, infila il braccio dalla porta, prende l’orsetto e lo butta in lavatrice.
Poi cerca di spiegare a Cesare come si fa a disincastrare la sedia, ma questo peggiora la situazione e adesso la porta si apre ancora meno.
Lui chiuso dentro, noi chiusi fuori. E una porta che non sappiamo togliere dai cardini.

Ulisse che si lancia contro la porta come un ariete, che non si dica mai che il suo adorato fratello stia in prigione come Geppetto. iPapy che lo sta per prender per la collottola e buttar fuori di casa.
E quello dentro che continua, imperterrito, a legger calendari cantando la siglia dei wonder pets.

iPapy sta pensando di abbatter la porta ad asciate (e non è nuovo a questi pensieri) quando iMamy, sfruttando le sue lunghe braccia*, riesce a raggiungere la maledetta sedia e a disincastrarla.

Cesare libero, Ulisse ulula di felicità, iMamy raccatta le lenzuola imbrattate e iPapy si fa venire i conati di vomito, ma non ci riesce.

Tutto è bene quel che finisce bene.
La lavatrice e va.
iMamy torna a letto.

* da Orango a detta di iPapy

by D.

Ululiessenza

Thursday, November 19th, 2009 at about 23:10

Step 1
Prendere un quasitreenne.
Metterlo in una tinozza dei panni piena d’acqua.
Mettere il tutto nella doccia.
Lasciarlo sguazzare un po’.

Step 2
Lavare i capelli del quasitreene.
Sentirlo superare la barriera del suono a forza di urla.
Di protesta, che per la paura qui siam più o meno come Olaf Grandibaf.
Risciaquargli i capelli con la doccia, con la lancetta dell’audiometro oltre finescala. Di qualsivoglia scala, sia ben chiaro.

Step 3
Dichiarazione programmatica: E io mi asciugo i capelli col tappeto!
Guardare il quasitreene urlare sempre più forte e tuffarsi a pesce.
Sul tappeto del bagno, ovviamente.
Su cui poi si strofina violentemente la testa.

Step 4
Preoccuparsi per un padre in preda alle convulsioni per il troppo ridere.
Vedere il quasitreenne che urla biutto papà e raggiunge vette inusitate di decibel, mentre colui che l’ha generato è ormai a due passi dal colpo apoplettico.
Meno di 31 secondi alla fine quando arriva -novella cavalleria rusticana- il cinquenne che dice Papà ti sembra il caso di ridere di fronte a un bambino che piange?
Al che il padre E infatti son andato a ridere in un’altra stanza…

Step 5
Il quasitreenne sembra Salsa di Peperon y Monton,
Il padre svuota la tinozza.
Il quasi treenne la rivuole piena.
E ci si tuffa dentro, capelli e tutto, sempre al grido di biutto papà.

Step 6
Il quasitreenne trascina nella tinozza accappatoio e tappeto.
Indi si rilava i capelli e si incazza per non poterli asciugare nel tappeto.
Per tacere del suo disappunto di fronte all’impossibilità di indossare il suo accappatoio preferito.
Ché le cose si fanno come le dice lui.
Olé.

by D.

Sicurezze

Sunday, August 9th, 2009 at about 17:31

Nel buio pomeridiano delle tapparelle che ci difendono dalla canicola estiva ravennate, Cesare e Ulisse dormono profondamente nel divano rosso della casa di Elena.

Mi alzo per farmi un caffé, silenzioso come un gatto preparo la caffettiera. La voce di Cesare mi coglie alle spalle dal suo lucido dormiveglia.

- Non ti preoccupare, Papà: ci sono qui io.
- Grazie, Cesare.

Nessuna altra parola, il piccolo nuotatore stanco dorme come non mai.

by Federico

Il carrello delle merende di cappuccetto rosso

Wednesday, May 13th, 2009 at about 23:04

Una delle cose più belle del raccontare le favole (anzi sempre la stessa favola) della buonanotte è dare carta bianca alla fantasia dell’infante nei punti non specificati dall’autore. Anzi quella carta bianca dopo un po’ l’infante se la prende.

Così fu che dopo vari mesi di Cappuccetto Rosso che si incammina per il sentiero del bosco con il cestino delle merende per la nonna, Cesare ha cominciato a chiedere cosa c’era in quel benedetto cestino. In realtà lo chiede a sé medesimo e si da pure la risposta, per la gioia di Marzullo.

Da qualche sera l’elenco si è stabilizzato più o meno su questa lista:

  • una bottiglia di latte
  • una fragola
  • un panino
  • un hamburger
  • delle patatine
  • un cocomero
  • una salsiccia
  • e un pezzo sceltissimo di carne

Sì, ho fatto anch’io la faccia che state facendo voi.

by Federico