Archive for March, 2008

Dev’essere il periodo

Monday, March 31st, 2008 at about 11:30

Cesare piange di notte e sogna. L’argomento è sempre di provenienza National Geographic:

- Due notti fa: l’elefante inseguiva l’ippopotamo che non voleva giocare con lui
- Ieri notte: sveglia di soprassalto con caduta dal letto appena addormentato a causa di un rinoceronte

Devono essere sogni molto vividi, dato che non vede documentari.

Se scopre i dinosauri ci arruoleranno per Jurassic Park IV.

by Federico

NatGeo Wild

Friday, March 28th, 2008 at about 10:03

Ore 4 del mattino circa. Cesare piange nel sonno e rompe il fragile sonno di iMamy:

- cosa c’è, tesoro?
- [sigh, sob] c’è un ippopotamo che mi insegue!…
- …

Peggio che Jumanji.

by Federico

Nino

Wednesday, March 26th, 2008 at about 09:21

Lo ricordo bene il giorno che ho conosciuto Nino.

Cesare era a casa da poco e dormiva nella sua cesta. E Nino -il professore, il noto neuropsichiatra infantile, etc etc- che si avvicinava in punta di piedi tenendo il berretto di lana con due mani, novello Re Magio venuto a far visita al bambinello.

Me lo ricordo bene Nino e mi ricordo bene i suoi occhi lucidi.
Chissà se arriverò ad essere nonno… non credo… vuoi essere tu il mio nipotino, Cesare?

E da allora c’è sempre stato Nino nella vita di Cesare.
Ogni volta che ci ha fatto trattenere il fiato, ogni volta che faceva una conquista.
Silenziosa presenza, che arrivava sempre in punta di piedi e in punta di piedi se ne andava.

E in punta di piedi se n’è andato dalla vita.
Non senza aver salutato Cesare, quando le sue condizioni ancora glielo permettevano.

Adesso sono io ad avere gli occhi pieni di lacrime.
Perché Nino mi mancherà.
Anzi, no, mi manca già.

Posted in Dedicato a...
by D.

Perfusioni

Tuesday, March 18th, 2008 at about 18:45

Cesare al bar

C’era qualcosa di strano in questa giornata di marzo dalle nuvole basse e scure: forse i sei mesi di distanza dall’ultimo cateterismo, forse il vacillare della nostra sicurezza nel vedere Cesare andare a scuola contento tutti i giorni, forse l’ospedale come luogo delle cattive notizie che non promette niente di buono con questo tempo.

L’attesa è lunga. Giù in reparto c’è un’emergenza. I bimbi al quinto piano aspettano nella stanza giochi. E giocano sereni. E le ore passano felici. E l’emergenza riceve tutte le risorse necessarie. Ma stavolta siamo dall’altra parte.

Arriva il nostro turno, nella penombra della saletta ecografica Cesare è un po’ timoroso, poi gli viene chiesto del suo autobussone preferito, quello grigio con la striscia rossa, e Cesare si rilassa. Guarda il suo cuoricino in TV, lo ascolta fare ciuff ciuff, poi piomba in un sonno ristoratore, alla terza ora di attesa.

Prima ancora di scrivere il referto un commento a bassa voce:

Le polmonari sono molto ben perfuse. E questo ci conquista!

Tutto OK. Ci si vede l’anno prossimo, marzo 2009. Stesso giorno.

E allora usciamo, salutiamo il reparto e andiamo al bar camst del S. Orsola. Cesare cammina nel parco dell’ospedale con un genitore per ogni mano. Raccoglie bastoni e li tira, gioca contento. Mangia con noi al bancone del bar, come un grande.

Dove un tempo lo aspettavamo drogati di cornetti alla crema. Soli.

Stavolta basta una birra piccola ad ubriacarci.

Cosa c’era di strano? Cesare ha mangiato con noi. Ecco cosa.

by Federico