Un iBaby post sotto l’albero

Mi piace perché c’è gente, e non poca, che racconta un pezzo di sè. E lo fa senza recitare, senza romanzare, cercando con impegno le parole giuste. Trovandole.

(via Squonk » And… we’re back! (PslA strikes again, 2009 version: “Hop Hop Hop”))

E’ appena uscito il Post Sotto l’Albero 2009, una annuale creazione a più mani portata a termine a suon di frustate da Sir Squonk, che sopporta ritardi, ripensamenti, correzioni come nessun editor saprebbe fare senza farti inseguire dai cani affamati.

Il nostro post è firmato da entrambi i Bolsi (*), perché confezionato come omaggio natalizio di Bolsa Sit-Com a chi ci sopporta in rete. In realtà il racconto è un pezzo di bravura di Daria che ha aggiunto un’altro tassello alla storia di Cesare.

Perché ci sono tante cose che non abbiamo raccontato e che, una ad una, emergono dal pozzo della memoria.

(*) Dovremo deciderci a mettere qualcosa in home page, a questo punto.

2 agosto

Lo so che ormai siamo al 4, ma tanto in questa casa non arriviamo mai in orario.

Il 2 agosto per noi è sempre tempo di ricordare.
La manifestazione per la strage della stazione. Ché non ci si dimentica mica di quelli che sono morti.
E di quelli che son sopravvissuti, che il conto più grosso l’han pagato loro.

Ci andiamo sempre. Anche se fa caldo. Anche quando abbiamo altro da fare.

Anche quest’anno avevamo altro da fare.
Abbiamo lasciato la piazza quando parlava Rotondi, che aveva ragione Libero Mancuso a dir che non lo avrebbero fischiato.

E siam partiti.
Ché non volevamo lasciare andare Thomas senza il nostro saluto.
Anche se faceva caldo. Anche se era una giornata da bollino nero sulle autostrade. Anche se la nonna si era ammalata. Anche se…

E da quest’anno il 2 agosto sarò ancor più una pietra nella nestra memoria.

Lo sapevamo in anteprima

C’è qualcosa che dobbiamo dirvi:

Ehi, tu, laggiù nella mia pancia, […] pensa a crescere bene e a farti bello tosto, perché quando uscirai di lì (verso la metà di febbraio, se tutto va bene) ti aspettano tre piccole streghe curiose e, seppure in diverse gradazioni, entusiaste di avere un fratellino, e due genitori così pazzi da regalarglielo.

(Via Grassilli Warehouse.)

Ma non per questo siamo meno gioiosi a questa [BREAKING NEWS], press release, IMPORTANT ANNOUNCEMENT, giuntoci via facebook.

In bocca al lupo al futuro batterista della famiglia Grassilli dalla iFamily tutta!

A (i)baby Citizen

Alla fine mi ci hanno portato.

Dopo una notte dai nonni, dopo aver fatto il cambiocavalli con mio fratello, mi hanno preso e mi hanno portato qui.

Blaterando cose come sembra di essere tornati indietro di dieci anni, quando c’erano le bbs….
Blaterando mi hanno portato qui.

E avevan poco da dire che c’erano amici che volevano conoscere (loro) e che volevano conoscermi (me? why me?), io lì non ci volevo stare.

Troppo stanco, troppo eccitato, troppo tutto.

E dopo aver ricevuto un inatteso quanto gradito regalo da JTheo, aver semiribaltato una delle telecamere di Paolone, aver scorazzato su e giù per il palco, ho preso il microfono e me ne sono andato.

Come Vasco Rossi.
Che non so chi è, ma fa lo stesso.

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