Archive for November, 2005

Corsi e ricorsi

Thursday, November 17th, 2005 at about 11:57

Secondo Marc Bloch, che aveva la forza di ragionare di metodo storico mentre i nazisti gli davano la caccia, colui il quale faccia ricerca nel passato deve benedire il momento in cui si imbatta in una rivoluzione o in una catastrofe.

Le piccole catastrofi casalinghe che seguono (e precedono e annunciano) l’uscita frettolosa da casa funzionano allo stesso modo.

Così, per un improvvisa inondazione da diuretico, pur avendo altro da fare, si finisce per arrivare allo scaffale di Cesare dove occhieggia la scatola dei ricordi da cui spuntano, o rispuntano, le tante cose successe un anno fa.

Anche volendola ignorare, si gira l’occhio e lì vicino, sorniona, la fatina portafortuna a ricordarci che, in fondo, la dea bendata non ci ha mai abbandonati.

Caso curioso, oggi anche lei compie giusto un anno.

Dono di Claudia che, proprio oggi, va a dare un’occhiata al cuore della sua bimba nuova.

Ma questa storia sarà una storia diversa.

Una tegola non cade due volte nello stesso posto.

Fanno bene i bagni nella memoria.

Proprio per assaporare il piacere della vita che va avanti.

by D.

La massima del giorno

Saturday, November 12th, 2005 at about 12:31

Cesare, devi imparare a dire bene sì e no, così noi applichiamo il rasoio di Occam e soddisfiamo tutti i tuoi desideri.

iPapy

by D.

Dicevano…

Thursday, November 10th, 2005 at about 09:48

Dicevano che aver aperto la vena cava avrebbe fatto scorrere meglio il sangue nella testa. Dicevano che il cervello avrebbe ricevuto più ossigeno. Dicevano che sarebbe diventato più intelligente.

Dicevano che era uno scherzo.

Ma da quando lo abbiamo riportato a casa il Tato muove similgattonando veloce come una saetta (ma questo è facile da spiegare: testa meno pesante => corpo meno sbilanciato), apre e chiude cassetti e porte senza mai schiacciarsi le dita, si tira in piedi e bordeggia il divano, si risiede senza chiedere aiuto.
Cerca di rimettersi i calzini che si è appena levato.

Mangia da solo e non sbaglia mai la mira.

E poi continua a parlare, dice più parole e, soprattutto, le dice a proposito.

E’ riuscito a stremare Alibi fino a farsi graffiare e non ha nemmeno pianto tanto che ci siamo accorti del fatto solo al momento di mettergli il pigiama a sera inoltrata.

(Bravo Alibi, fatti valere!)

Da un lato mi sento un po’ la solita mamma imbecille che passa il suo tempo a recitare il mantra Guardate com’è figo mio figlio, dall’altro sono basita a vedere tanti progressi in così poco tempo.

Uno scherzo, eh?

by D.