Il problema del latte

Mamma, mi fai il latte?

È l’alba, ti sei addormetata da poco ma lui -Ulisse- arriva impietoso.

Il latte col Nesquik!

Maledetta pubblicità. Se non avesse in testa il Nesquik, il latte non lo chiederebbe. Forse.
Inutile anche biascicare un il latte è finito!, ché lui lo sa che c’è la scorta.
In bella mostra, sopra il frigo, a due metri e mezzo da suolo.

Mamma, mi fai il latte?

Ancora? Figlio ingrato e senza pietà.
Ti alzi, vai in cucina, ti metti in punta di piedi e prendi il latte (le braccia da orango sono più utili di quel che si crede).
Tazza di yoda e microonde. Un minuto.

Ulisse si è preso il Nesquik e il cucchiaino. E il tovagliolo, ché non si può mica far colazione senza tovagliolo.

Gli dai la tazza e torni a letto, prima che il bolso smetta di meditare impedendo definitivamente di recuperare qualche minuto di sonno.

Mamma il latte è troppo caldo strilla la vocetta petulante (Ulisse è una suocera. Per definizione).

Non è possibile che sia troppo caldo: tazza, microonde, un minuto.
Come tutte le volte.

Io lo so perché è troppo caldo. Il latte di solito lo prendi dal frigorifero, ma questa volta l’hai preso da sopra il frigorifero.
Ma fuori dal frigorifero la temperatura è più alta, quindi partendo da una temperatura più alta alla fine è più caldo del solito
.

Care maestre, son cazzi.
Vostri.

3 Responses to Il problema del latte

  1. Piu’ passa il tempo più quel bimbo diventa un mito… Un grande… E chi lo fema più fra qualche anno?

  2. Ah, come mi mancavano queste storielle. Mi sembra di leggere un capitolo di qualsiasi libro del mitico Guareschi! Fantastico Ulisse, il nuovo Einstein. D’altro canto è figlio del Bolso, che mi nasce fisico dall’intelletto squisitamente eccelso.

  3. >Ha! Ha! Ha!
    che spettacolo! ero cosi’ anch’io
    gli adulti mi odiavano e la frase preferita di mia madre era
    digli che l’ammiro molto e che gli voglio bene

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