La penna

Il doppio foglio aperto davanti a noi, lo schema di un cuore sano. E le modifiche fatte a penna dal dott. Pace per spiegarci cosa avrebbero fatto e perché.

Dove dobbiamo firmare, dottore?

A dir la verità non stavamo granché ascoltando quel che ci diceva. Il cosa, il come e il perché ce li eravamo letti millemila volte sul sito del Cincinnati Chinden’s Hospital.
In quel momento avremmo solo voluto sentirci dire che sarebbe andato tutto bene.
Ma il dott. Pace non poteva dircelo. E non l’ha detto.

La penna era pesante tra le dita. L’aria altrettanto pesante nei polmoni.

Dove dobbiamo firmare, dottore?

Ecco, quella firma, quella firma di una mano greve, è stato il volo nel nostro personale orizzonte degli eventi.
Il prima e il dopo non eran nemmeno fratelli. E noi non eravamo le stesse persone.

Poco inchiostro per cambiare tutto.
10 anni.
Son passati 10 anni. Cesare ha 10 anni.

Ma la sensazione del peso di quella penna tra le dita è ancora qui.

Good news

La sua faccia era quella sorridente di sempre.
Quella che per me ha l’armadietto 1 come cornice.
Il bicchierino del caffè in mano. La faccia sorridente. I capelli scuri. Il beige dell’armadietto. E un grande 1 dietro la testa.
La voce costernata.

Non ci credeva. Non ci credeva che Cesare fosse stato ricoverato di nuovo. Non riusciva a fare ipotesi su cosa potesse essere successo.
E girava il suo caffè. Come se berlo e andarsene da lì senza darci una risposta fosse insopportabile anche per lui.
Sei anni fa, di questi tempi.

Ed eccola lì ieri quella stessa faccia sorridente. In un corridoio al piano di sotto dell’armadietto 1, a far la gara con quell’altro, quello il cui nome è su tutti i balconi di Bologna, per vedere chi salutava Cesare per primo.
Che si vede che gli vogliono bene a ‘sto figliolo.

Poca attesa e la faccia sorridente ci chiama.
Cesare guarda interessato la foto delle sue ossa. Gli presenta Woody. Si fa auscultare dichiarandosi annoiato.

E sai allora che ti dico? Dice la faccia sorridente.
Che ci vediamo tra due anni.
Potremmo anche non vederci, in verità, ma facciamo che tra due anni ci vediamo.
E smettiamola con ‘sta aspirinetta, che tanto non ti serve più ormai

Non che questo voglia dire che è finita.
Ma vuol dir tanto.

Update: ora c’è anche il video.