La penna

Il doppio foglio aperto davanti a noi, lo schema di un cuore sano. E le modifiche fatte a penna dal dott. Pace per spiegarci cosa avrebbero fatto e perché.

Dove dobbiamo firmare, dottore?

A dir la verità non stavamo granché ascoltando quel che ci diceva. Il cosa, il come e il perché ce li eravamo letti millemila volte sul sito del Cincinnati Chinden’s Hospital.
In quel momento avremmo solo voluto sentirci dire che sarebbe andato tutto bene.
Ma il dott. Pace non poteva dircelo. E non l’ha detto.

La penna era pesante tra le dita. L’aria altrettanto pesante nei polmoni.

Dove dobbiamo firmare, dottore?

Ecco, quella firma, quella firma di una mano greve, è stato il volo nel nostro personale orizzonte degli eventi.
Il prima e il dopo non eran nemmeno fratelli. E noi non eravamo le stesse persone.

Poco inchiostro per cambiare tutto.
10 anni.
Son passati 10 anni. Cesare ha 10 anni.

Ma la sensazione del peso di quella penna tra le dita è ancora qui.

2 Responses to La penna

  1. Buon compleanno al Tatino! Penso che quelle sensazioni di pesantezza non andranno mai via, sono ormai incise nei vostri cuori. Ma piano piano lasceranno spazio alle sensazioni di gioia che Cesare e Ulisse vi danno quotidianamente. Viva Cesare, Viva Ulisse, Viva la BolsoFamily!

  2. Sono in ritardassimo…ma auguri di CUORE al piccolo grande ometto Cesare. So cosa si prova in quel momento e so cosa si prova i giorni, i mesi e gli anni successivi. Siete forti!!! Un abbraccio sincero, Anna & Alessia

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