Cesare vuole una sorellina

Cesare da qualche tempo chiede a bruciapelo una sorellina. Incurante di obiezioni di ordine pratico tipo

– dove la mettiamo?
– qui in mezzo (indica lo spazio fra i due letti a castello)

da oggi dribbla anche quelle di tipo deterministico:

– e se viene un fratellino?
– non ho mai avuto un fratellino che cresce così in alto

e quelle di tipo relazionale:

– ma hai già Ulisse
– sì ma una sorellina forse non morde

Il bello del secondo figlio… quasi due anni dopo

Ulisse.
Ulisse non vuol più dormire nel lettino da bambini piccoli. Ché lui non è piccolo. Ché non ci si scaravolta bene bene in un lettino da bambini piccoli. E le coperte sono solo una stupida usanza da vecchi borghesi debosciati.

Cesare.
Cesare non ama dormire solo. Gli piace toccare qualcuno mentre dorme. Ché lui è sì grande, ma è anche piccolo. E gli piace stare coperto e al caldo, a Cesare. E coccolato.

E Ulisse allora beve il suo latte, scavalca la sponda del suo lettino e piomba nel letto di Cesare.
Ché in fondo non è male dormire al calduccio di un letto più grande con il piumone rosso rosso.
Con un fratello grande che ti abbraccia e ti coccola ogni minuto. E non ti lascia mai solo.

Fino a domani mattina.
Ché domani ci aspetta l’autobus della scuola. E Cesare da salutare dietro al finestrino.
Per poi ritrovarlo a sera. E illuminarsi alla sua vista.

Questo è il bello del secondo figlio: vederli insieme.