Intolleranza
E così anche il mio vaso ha conosciuto la sua ultima goccia. Anzi direi che ne ha conosciuta più d’una.
E’ fisiologico credo, quando si ha continuamente a che fare con consulenti matrimoniali celibi.
Se poi si è affetti da una forma cronica (quanto grave) di intolleranza per la stupidità la situazione può diventare davvero difficile.
E’ dura stare zitti con quello che sostiene che non è possibile che abbiano fermato il cuore di Cesare per operarlo.
E’ certo… ogni cardiochirurgo degno di questo nome deve, come minimo, saper fare il suo delicato lavoro di rammendo su un cuoricino minuscolo che continua a battere a 140 pulsazioni al minuto, altrimenti che cardiochirurgo è?
Per non parlare di chi ti racconta del suo piccolo trattenuto una notte in osservazione per un attacco febbrile e ti dice che non puoi capire cosa voglia dire avere un figlio in ospedale.
E’ già, non posso proprio immaginare come stavate. Non posso proprio: Cesare la febbre alta non l’ha mai avuta…
Ed è praticamente impossibile trattenersi di fronte alla neomamma che chiede come abbiamo gestito l’angoscia per la morte in culla: lei non riesce a dormirci, anche se è più tranquilla da quando ha il cicalino che l’avvisa se il piccolo smette di respirare.
Ma sai, avevamo un problema più concreto dello spettro della morte in culla. E i mesi più a rischio Cesare se li è passati in ospedale monitorato giorno e notte.
E comunque anche con il cicalino, sapresti forse cosa fare se non respirasse più? O forse ti illudi di arrivare all’ospedale in tempo?
Ma il peggio di me lo tira fuori chi dice
Poverino… sono così fragili… e poi non diveva capitare proprio a voi…
Mio figlio non è poverino.
Poverini sono quelli che non ce la fanno.
Per inciso non è nemmeno fragile.
Se lo fosse, non sarebbe qui adesso.
E poi dici che non doveva toccare a noi? Avresti preferito che la dea bendata scegliesse te?
Di solito basta a zittirli.
Di solito.
