Archive for March, 2005

Intolleranza

Thursday, March 31st, 2005 at about 21:15

E così anche il mio vaso ha conosciuto la sua ultima goccia. Anzi direi che ne ha conosciuta più d’una.

E’ fisiologico credo, quando si ha continuamente a che fare con consulenti matrimoniali celibi.

Se poi si è affetti da una forma cronica (quanto grave) di intolleranza per la stupidità la situazione può diventare davvero difficile.

E’ dura stare zitti con quello che sostiene che non è possibile che abbiano fermato il cuore di Cesare per operarlo.

E’ certo… ogni cardiochirurgo degno di questo nome deve, come minimo, saper fare il suo delicato lavoro di rammendo su un cuoricino minuscolo che continua a battere a 140 pulsazioni al minuto, altrimenti che cardiochirurgo è?

Per non parlare di chi ti racconta del suo piccolo trattenuto una notte in osservazione per un attacco febbrile e ti dice che non puoi capire cosa voglia dire avere un figlio in ospedale.

E’ già, non posso proprio immaginare come stavate. Non posso proprio: Cesare la febbre alta non l’ha mai avuta…

Ed è praticamente impossibile trattenersi di fronte alla neomamma che chiede come abbiamo gestito l’angoscia per la morte in culla: lei non riesce a dormirci, anche se è più tranquilla da quando ha il cicalino che l’avvisa se il piccolo smette di respirare.

Ma sai, avevamo un problema più concreto dello spettro della morte in culla. E i mesi più a rischio Cesare se li è passati in ospedale monitorato giorno e notte.

E comunque anche con il cicalino, sapresti forse cosa fare se non respirasse più? O forse ti illudi di arrivare all’ospedale in tempo?

Ma il peggio di me lo tira fuori chi dice

Poverino… sono così fragili… e poi non diveva capitare proprio a voi…

Mio figlio non è poverino.

Poverini sono quelli che non ce la fanno.

Per inciso non è nemmeno fragile.

Se lo fosse, non sarebbe qui adesso.

E poi dici che non doveva toccare a noi? Avresti preferito che la dea bendata scegliesse te?

Di solito basta a zittirli.

Di solito.

Posted in Non siamo eroi
by D.

Memento

Friday, March 11th, 2005 at about 22:22

Aveva 10 anni il 3 marzo 2004.

Ed era maschio.
Aveva 10 anni quando un’emorragia ha deciso il suo destino.

Era sua la valvola polmonare che permette a Cesare di vivere.

Valvola con regolare numero di serie, certificato di garanzia e data di scadenza.

Ma aveva solo 10 anni, Cristo!

Lo sapevo anche prima che l’homograft che hanno impiantato a Cesare non poteva che venire da un bambino.

Ma vederlo scritto ha reso i contorni più reali, come se solo da adesso fosse vero.

Spero che Cesare si dimostri sempre all’altezza di un dono così grande.

Spero di saperglielo insegnare.

Stat rosa pristina nomine, nomina nuda tenemus

by D.

Papàpappa

Thursday, March 3rd, 2005 at about 09:27

iPapy: Non è che si possa aspettare che tu rientri per la pappa?

iMamy: Be’, vedi tu, io arrivo a casa tra almeno due ore…

iPapy: Ma io non so fare la pappa!

iMamy: Si fa sempre allo stesso modo: passato di verdure, omogeneizzato, olio, parmigiano e farina di mais e tapioca.

iPapy: Sì ma quanto?

iMamy: Allora, il passato è in frigo nella dose giusta, l’omo idem. Un paio di cucchiaini di parmigiano e di olio e farina mais tapioca quanto basta per farne un pastone consistente.

iPapy: Ma il cucchiaino non è un’unità di misura riconosciuta da SI!!! Che cucchiaino uso? E quanto deve essere pieno?

iMamy: Non essere bolso, fai un po’ ad occhio.

iPapy: Ma tu in laboratorio facevi a occhio? Li facevi venire i risultati?

iMamy: Federico, vuoi che te li dia in picogrammi i quantitativi di farina che servono per il Tato?

iPapy: Per me il passato è troppo.

iMamy: Non è troppo, è metà vasetto, l’altro gliel’ho dato io ieri sera.

iPapy: Per me è tre quarti. Adesso prendo il bricco graduato e lo misuro.

Ops, ma così se ne spreca un sacco perché ne resta un po’ nel vasetto e un po’ nel bricco!
(Grande osservatore iPapy, un vero scienziato.)

iMamy: Vedi un po’ tu quanto dargliene, per Giove pluvio, ma dagli da mangiare!

iPapy: E quanto lo scaldo?

iMamy: Microonde per 35 secondi il passato, poi aggiungi il resto.

(Silenzio per 10 minuti)

iPapy: Il Tato ha raggiunto nuove vette di gradazioni del rosso, barrisce e gli esce il fumo dalle orecchie.

iMamy: Cos’hai combinato?

iPapy: Be’ ho scaldato il passato come mi hai detto, poi ho aggiunto il resto.

Poi mi sembrava freddo e allora l’ho rimesso nel microonde.

iMamy: E?

iPapy: Poi ne ho dato un cucchiaino preso dal centro della ciotola e il Tatino ha gradito moltissimo, ma poi ho pensato di andare con ordine e incominciare dal bordo…
Forse era troppo caldo… credo di averlo scottato.

Neanche le coccole lo calmano…

iMamy: Ma và? Non ti si può proprio nascondere niente…

(Altro silenzio per 10 minuti)

iPapy: Ma secondo te perché urla e non vuol finire la pappa?

iMamy: Ma l’acqua gliel’hai data?

iPapy: Ah, perché… beve?

by D.

Il ciuccio

Wednesday, March 2nd, 2005 at about 07:44

Quando, come MacDuff, ti estraggono anzitempo dal ventre di tua madre.

Quando ti portano immediatamente via da lei.

Quando il bippare continuo di un monitor diventa la tua ninnananna.

Quando arrivi a disimparare a mangiare.

Quando di mamme ne hai tante, ma nessuna ha l’odore e la voce di tua madre.

Allora il ciuccio diventa davvero l’unico punto fermo della tua vita, l’ancora cui aggrapparsi in ogni momento di paura.

E adesso, mamma, non ti arrabbiare se di notte ti sveglio perché perdo il ciuccio.

Perché il ciuccio per tanto, troppo, tempo è stata l’unica cosa a ricordarmi che da qualche parte tu c’eri.

Posted in Dedicato a...
by D.