Archive for January, 2007

Il Tatinobis!

Monday, January 29th, 2007 at about 09:20

E mi arrabbio

Salve, vi presento Ulisse, nato cinque giorni fa, in periodo di astinenza da collegamenti. Vediamo di rimediare con un po’ di racconti e carrettate di fotografie.

Intanto un grazie a RobRota che lo ha segnalato su Tevac e a tutti quelli che ci hanno mandato felicitazioni e messaggi vari via sms ed email. Ci stiamo riprendendo ora ma ci faremo vivi!

by Federico

L’arrivo del Tatinobis

Wednesday, January 24th, 2007 at about 10:39

Agitazione.
Non saprei trovare un termine migliore per descrivere l’aria che mi gira intorno. E mia madre che inizia a telefonare prima delle sette per sapere se siamo già in ospedale. E iPapy che continua a dirmi che è tardi (da che pulpito…) e che ci aspettano e che per strada potremmo trovare le tempeste di neve e le cavallette e gli alieni.

Insomma arriviamo in maternità alle otto e mezza, ben in tempo visto che so benissimo che prima delle dieci non vedrò la sala operatoria.
L’infermiera ci dice che, dandoci per dispersi, stavano per lanciare i razzi di segnalazione… ma poi si limita a darmi il camice e a dirmi di aspettare a letto.
Meno male che mi sono portata il mio libro da ospedale: i giorni del potere. Un migliaio di pagine che fan passare il tempo che è un piacere. E iPapy morde il freno, continua ad andare avanti e indietro come i migliori padri fuori della sala parto. E non ha le sue news. E non ha il suo computer. E non ha fatto colazione.
Al solito, Geremia non avrebbe saputo fare di meglio.

Insomma, dio volendo, arrivano le dieci e io parto per la sala operatoria. iPapy mi accompagna fino alla porta ciao ciao, chissà quando ne vederem!

Anestesia rapidissima e si alza il sipario: che lo spettacolo inizi!

E tra ASA, odor di pollo bruciato e discussione sul miglior ristorante giapponese a Bologna si arriva a vedere il piccolo… che non ne vuole proprio sapere di uscire.
Pigro come suo padre, lui.
Una decina di salti ben assestati sul mio povero diaframma (che avrà di che ringraziare per molte ore) ed eccolo lì: sono le 10.39 e Ulisse è nato.

Uguale uguale a suoi fratello, almeno per me.
Ma stavolta, arrivata in camera l’avrei trovato ad aspettarmi. E ci sarebbero stati i fiori, stavolta. E i nonni e gli amici l’avrebbero potuto vedere, stavolta.
Stavolta le cose sarebbero andate in modo diverso.

Non sempre la storia si ripete.
E meno male.

by D.

In attesa del tatinobis

Wednesday, January 24th, 2007 at about 01:39

Ieri la Primis mi ha rivelato una grande verità cui io non avevo affatto pensato: su Vulcano le gravidanze durano esattamente 36 settimane e 5 giorni e finiscono con un cesareo.
Direi che avendo ben due casi a disposizione, la statistica è pienamente confermata.

Le antiche tradizioni vulcaniane poi impongono poi un rituale un po’ bizzarro per voi umani, cose del tipo valigia da preparare a ricovero imminente.
Anzi, a voler proprio essere sinceri, la valigia non poteva in ogni caso essere pronta, visto che metà della roba necessaria non era stata manco acquistata.

E allora via… a sistemare gli ultimi dettagli rimasti in sospeso al lavoro, a comprar tutine, a procurarsi carrozzina e lenzuolini, a cercare una camicia da notte, a ritirare una raccomandata in posta che non si sa mai.

E poi sosta al ristorante giapponese preferito, ché l’ultimo sushi non si nega a nessuno.

Ricovero, esami, prelievi, visite e colloqui.
E alla fine il permesso di tornare a casa a salutare il Tatino che mi aveva visto sparire sulla soglia dell’asilo.

Oggi diventerà fratello maggiore.
E sarà un grande fratello maggiore, lo so.

by D.

Lavori in corso

Wednesday, January 10th, 2007 at about 05:45

Con un pancione al nono mese, un tato scatenato, varie ed eventuali la scorsa settimana abbiamo fatto trasloco (anzi doppio trasloco, ma quello ve lo racconta iPapy) nella casa di zio Paolone.
La nostra dopo solo tre anni di attese tra permessi e tentennamenti vari potrà prendere la sua forma più o meno definitiva.

Commento del nostro:

Mamma, il nonno ha fatto un pasticcio: ha fatto un bucone e ha rotto la casa.

Saggio.

by D.