Cesare, the boy who lived

L’arrivo del Tatinobis

Agitazione.
Non saprei trovare un termine migliore per descrivere l’aria che mi gira intorno. E mia madre che inizia a telefonare prima delle sette per sapere se siamo già in ospedale. E iPapy che continua a dirmi che è tardi (da che pulpito…) e che ci aspettano e che per strada potremmo trovare le tempeste di neve e le cavallette e gli alieni.

Insomma arriviamo in maternità alle otto e mezza, ben in tempo visto che so benissimo che prima delle dieci non vedrò la sala operatoria.
L’infermiera ci dice che, dandoci per dispersi, stavano per lanciare i razzi di segnalazione… ma poi si limita a darmi il camice e a dirmi di aspettare a letto.
Meno male che mi sono portata il mio libro da ospedale: i giorni del potere. Un migliaio di pagine che fan passare il tempo che è un piacere. E iPapy morde il freno, continua ad andare avanti e indietro come i migliori padri fuori della sala parto. E non ha le sue news. E non ha il suo computer. E non ha fatto colazione.
Al solito, Geremia non avrebbe saputo fare di meglio.

Insomma, dio volendo, arrivano le dieci e io parto per la sala operatoria. iPapy mi accompagna fino alla porta ciao ciao, chissà quando ne vederem!

Anestesia rapidissima e si alza il sipario: che lo spettacolo inizi!

E tra ASA, odor di pollo bruciato e discussione sul miglior ristorante giapponese a Bologna si arriva a vedere il piccolo… che non ne vuole proprio sapere di uscire.
Pigro come suo padre, lui.
Una decina di salti ben assestati sul mio povero diaframma (che avrà di che ringraziare per molte ore) ed eccolo lì: sono le 10.39 e Ulisse è nato.

Uguale uguale a suoi fratello, almeno per me.
Ma stavolta, arrivata in camera l’avrei trovato ad aspettarmi. E ci sarebbero stati i fiori, stavolta. E i nonni e gli amici l’avrebbero potuto vedere, stavolta.
Stavolta le cose sarebbero andate in modo diverso.

Non sempre la storia si ripete.
E meno male.

11 Commenti a “L’arrivo del Tatinobis”

che bello! che commozione! sono tanto tanto contenta per voi!
Ba

mucchetta lun 29 gennaio, 2007 5:21

Tu hai sto brutto vizio, Daria… di farmi piangere senza ritegno. Di farmi commuovere davanti ad un monitor. Ho voglia di abbracciarvi tutti. Sol che passi sto virus malefico, ci presenteremo alla vostra porta, gnocco-fornite… a festeggiare i Tatini!

Sei grande, siete grandi.

Elena&Viola lun 29 gennaio, 2007 5:53

Evviva Ulisse! Ben arrivato! Adesso non vediamo l’ora di gustarci qualche bella foto dei due Tatini! E Cesaruzzo che dice di bello del suo fratellino nuovo di pacca?
Io mi ricordo che quando nacque la mia sorellina ero contento come un folle (e avevo quattro anni). Mia mamma mi riferisce che me ne correvo in giro a gridare “mi è nata la sorellinaaaaa, mi è nata la sorellinaaaa”!

Botolo lun 29 gennaio, 2007 6:46

MILLE CONGRATULAZIONI VIVISSIME!
Vogliamo le foto!
Claire

Claire lun 29 gennaio, 2007 7:06

[...] Salve, vi presento Ulisse, nato cinque giorni fa, in periodo di astinenza da collegamenti. Vediamo di rimediare con un po’ di racconti e carrettate di fotografie. [...]

E con questo, ragazzo, fanno due… | Fed’s Bolsoblog lun 29 gennaio, 2007 8:46

[...] iBaby Cesare, the boy who lived « L’arrivo del Tatinobis [...]

iBaby » Blog Archive » Il Tatinobis! lun 29 gennaio, 2007 9:20

In tutta questa storia una cosa soltanto rispetto alla nascita di Cesare è uguale….. l’amore che sia Cesare che Ulisse hanno trovato nella vostra famiglia.
Barbara Stella e C.

barbara lun 29 gennaio, 2007 10:29

Benvenuto nella nostra famiglia, Ulisse!
I tuoi genitori, con l’aiuto di tuo fratello Cesare e dei nonni ti cresceranno sereno e forte.
Chi sa se quando andrai a scuola si studierà ancora l’Odissea?
Comunque, fin da piccolo, come ci ha suggerito un nostro amico saggio, ti insegneremo ad ascoltarle, le Sirene.

elena bogiac lun 29 gennaio, 2007 17:19

Eh no!
Rassegnati! Come già ti ho detto, avete un figlio a testa.
Cesare=imamy Ulisse=ipapy

Meglio di così non poteva andare. In tutti i sensi :-)

Folletto Azzurro gio 01 febbraio, 2007 15:27

[...] bi-papà di recente esperienza ho ben in mente cosa si prova in quei momenti (che io ho invece passato al telefono). Nicola e [...]

Paternità su Twitter | Fed’s Bolsoblog mar 10 luglio, 2007 21:29

[...] piccoletto, ne hai fatta di strada da quel primo giorno col cappello a [...]

iBaby » Blog Archive » Ulisse è un duenne dom 25 gennaio, 2009 11:54

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