Archive for the 'Altreavventure' Category

A piantar alberi

Monday, December 10th, 2007 at about 15:31

Ieri sera nel diario di Cesare abbiamo trovato un bigliettino.
Diceva che, se avessimo voluto, saremmo potuti andare a Casaglia a piantare due alberi nel parco.

Andiamo… non andiamo… andiamo… non andiamo…

Alla fine scriviamo che faremo il possibile per esserci.

Stamattina la telefonata di Michela, una delle maestre, a sollecitarci ad andare che solo un’altra mamma si è offerta.

E allora eccoci qui, in pausa pranzo, con zappa e vanga a spalare terra per fare un buco.
Grande, perché il melo da piantare è enorme, anzi enormissimo.
Sole radente che ormai scalda solo se stesso, odore di terra bagnata, di foglie marcite.
Entusiasmo di bimbi, che vorrebbero esser loro a scavare, altro che i genitori…

Cesare piange, perché non capisce cosa ci facciano lì mamma e papà, che quello non è il loro posto.
E poi se va a casa con l’autobus lascia mamma e papà, ma se va via con mamma e papà non potrà prendere l’autobus.
Una no win situation coi fiocchi.

Guarda, guarda, c’è un pezzo di legno… che sia lo scrigno di un tesoro?
Siiiii per me è un tesoro dei pirati!

E guarda… c’è un lombrico… noi a casa abbiamo un lombrico grande così… lo teniamo in soggiorno!

Bambini, state lontani dal buco, potreste farvi male… (La saggezza della maestra che tanto ha visto e vissuto. NdR)

Alla fine il melo dal vaso va nella terra. E i bimbi gli fanno una copertina con le foglie, che tra poco è inverno e con l’inverno verrà il freddo.
Ma a primavera si coprirà di fiori e il prossimo autunno si mangeranno le mele.

E adesso?
Adesso andiamo a piantare Bonnie, la quercia.
Tanto piccola da aver bisogno di un grosso bastone come segnaposto.
Ma diventerà la più grande di tutti, diventerà.

by D.

L’invidia di papà

Sunday, December 2nd, 2007 at about 10:00

Alzarsi presto anche il sabato può essere un vantaggio.
Lo è di sicuro quando c’è da accompagnare quelle due in stazione a prendre il treno che le riporterà a casa.

Perché, se il treno è in ritardo, un tato riesce ad arrivare alla locomotiva.
E con uno sguardo al macchinista ottiene facilmente di salirci.

Perplessità.
Ma come fai a guidare che non c’è il volante? Il mio autobus ce l’ha il volante, sai?

Il macchinista ride e gli indica un pulsante da schiacciare.

Un fischio. E poi due. E tre.
Per poi scendere felici, con una nuova storia da raccontare.

iPapy, appassionato di treni fin dalla culla, è a casa.
Rosicherà.
Poco ma sicuro.

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by D.

Quelle due

Wednesday, November 28th, 2007 at about 10:06

E dopo molti mesi la nonna torna a trovarci. E con lei viene anche la zia Padi a trovare la iGnocca.

La sera si chiama il nonno:

Tato, ringrazia il nonno che ha lasciato che la nonna venisse a trovarti…
Grazie nonno, che mi hai mandato… che mi hai mandato… che mi hai mandato… quelle due!

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by D.

Compagni di nanna

Friday, November 16th, 2007 at about 09:22

Dormire con un orsetto à cosa abbastanza comune per i bambini.

Cesare no, non ha mai cercato l’orsetto.

Ma l’altro ieri sera, mentre suo padre era alla cenalunga, ha voluto le chiavi di casa.
Così non vai via anche tu…

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by D.