L’ometto

Mattina difficile, stamattina.
Come tutte, più o meno.
Il cliché è sempre lo stesso: Cesare si sveglia all’alba e va da iMamy che lo prega di lasciarla dormire ancora un po’. Poi va da Ulisse, che mette la testa sotto il cuscino.
iPapy non sente niente.

Di solito dopo poco iMamy si alza, dà qualcosa da mangiare a Cesare (che ha fameeeeeeeeeee), convince Ulisse a svegliarsi/lavarsi/vestirsi, lo nutre, verifica che gli zaini siano a posto e torna a letto.
A quel punto entra in scena iPapy che maledice il mondo, si fa il caffè e li porta all’autobus.

Stamattina il meccanismo si è inceppato e iMamy, dopo una notte passata quasi tutta sveglia, non si è alzata proprio.
Cesare torna in camera dei genitori alle otto meno un quarto e cerca di svegliare iPapy che, quando capisce che ore sono fa un balzo che nemmeno il miglior leone del tempio di Amon a Karnak.

iPapy: … e… e… e… e Ulisse?
Cesare: è di là, sta facendo colazione. Gli ho preparato io il succo. Ne ho preso un po’ anche per me.
iPapy: ma è vestito?
Cesare: no, è in pigiama, ma lo vesto io.

E se ne va.
Dopo meno di cinque minuti Ulisse era vestito, scarpato e con lo zaino in spalla.
Entrambi pronti per l’autobus, davanti alla porta ad aspettare iPapy.

A questo punto non so se inorgoglirmi dell’ometto grande o vergognarmi dei genitori sgarruppati…

Ululiessenza

Step 1
Prendere un quasitreenne.
Metterlo in una tinozza dei panni piena d’acqua.
Mettere il tutto nella doccia.
Lasciarlo sguazzare un po’.

Step 2
Lavare i capelli del quasitreene.
Sentirlo superare la barriera del suono a forza di urla.
Di protesta, che per la paura qui siam più o meno come Olaf Grandibaf.
Risciaquargli i capelli con la doccia, con la lancetta dell’audiometro oltre finescala. Di qualsivoglia scala, sia ben chiaro.

Step 3
Dichiarazione programmatica: E io mi asciugo i capelli col tappeto!
Guardare il quasitreene urlare sempre più forte e tuffarsi a pesce.
Sul tappeto del bagno, ovviamente.
Su cui poi si strofina violentemente la testa.

Step 4
Preoccuparsi per un padre in preda alle convulsioni per il troppo ridere.
Vedere il quasitreenne che urla biutto papà e raggiunge vette inusitate di decibel, mentre colui che l’ha generato è ormai a due passi dal colpo apoplettico.
Meno di 31 secondi alla fine quando arriva -novella cavalleria rusticana- il cinquenne che dice Papà ti sembra il caso di ridere di fronte a un bambino che piange?
Al che il padre E infatti son andato a ridere in un’altra stanza…

Step 5
Il quasitreenne sembra Salsa di Peperon y Monton,
Il padre svuota la tinozza.
Il quasi treenne la rivuole piena.
E ci si tuffa dentro, capelli e tutto, sempre al grido di biutto papà.

Step 6
Il quasitreenne trascina nella tinozza accappatoio e tappeto.
Indi si rilava i capelli e si incazza per non poterli asciugare nel tappeto.
Per tacere del suo disappunto di fronte all’impossibilità di indossare il suo accappatoio preferito.
Ché le cose si fanno come le dice lui.
Olé.