Archive for April, 2008

All’assalto della radiosveglia

Sunday, April 20th, 2008 at about 11:43

Ti accorgi di quanto e quanto in fretta i pargoli sono cresciuti quando vedi sbucare la loro testa da altezze non previste e le loro manine ravanare su piani d’appoggio prima inaccessibili.

Questa volta la vittima è la mensola comodino con la sua radiosveglia. Il finale e lo sfondo sono tecnologici il racconto e le relative elucubrazioni sono finite di là.

by Federico

L’autobussone

Friday, April 4th, 2008 at about 08:12

Ci è capitato di spiegare, rispondendo ad una richiesta di spostamento della fermata dell’autobus per Casaglia, che lo scuolabus, l’autobussone delle otto precisa, è il centro della vita di Cesare.

Poteva sembrare una frase fatta, suonerebbe così anche a noi sentita raccontare. Eppure basta vederlo ogni mattina, come sanno le mamme e i papà compagni di fermata, salutare ogni autobus che passa con un CIAOOO che ne ha fatti fermare diversi (e Ulisse fargli il coro agitando la manina), aspettare con l’ansia di un innamorato l’autobus del colore preferito arrivare dall’orizzonte di via Andrea Costa, la delusione quando arriva quello bianco (ti faccio una polpetta, autobus bianco), la gioia di quando arriva quello grigio con la striscia rossa, l’accontentarsi di quello blu.

L'autobussone blu

Nessuno, a parte noi e i nonni, vede l’eco di questa gioia: i disegni che Cesare obbliga nonni e genitori a fare il pomeriggio che devono ritrarre inderogabilmente il suo autobussone. E’ un rituale fisso: Cesare disegna la strada e, nello spirito di questo l’ho fatto io de La Settimana Enigmistica, il malcapitato deve continuare, con la minima libertà di scegliere il colore dell’autobus e l’ambientazione. Qualche volta Cesare ha addirittura tracciato i contorni del pullman (grigio, naturalmente). Se il disegno non gli aggrada è capace di cancellarlo e distruggerlo (destino usuale per gli autobussoni ritratti dalla Nonna).

Uno dei tanti autobus per Casaglia

Il rituale prosegue con l’affissione dell’opera sull’armadio della vecchia camera di iPapy, creando una galleria che deve essere ammirata e rimirata più volte prima di lasciare al casa dei nonni, anzi ultimamente cesare si è messo a contarli, gli autobussoni.

Cesare conta i disegni dei bus

Ci spiegavano, nella presentazione della scuola, che a Casaglia l’autobus è parte integrante del programma didattico. Obiettivo raggiunto, compagni: l’autobussone è parte integrante della nostra vita!

by Federico

Numeri da favola

Wednesday, April 2nd, 2008 at about 14:50

Cari lettori, dovete sapere che i tre porcellini, favola unica raccontata per circa tre anni è stata scalzata dalla decisione di iPapy di recuperare la sua copia d’annata de le Favole al Telefono.

Accadde così che, chiusi nel castello-letto come ogni sera dotati di lume(*) si prende il libro e si legge una favola dopo l’altra.

Il nobile scopo sarebbe quello di regolare il dosaggio delle letture notturne, sfruttando la brevità delle favole; risultato: un’altra, poi un’altra ancora, poi l’ultima, poi una sola ancora, etc. In genere le trattative si fermano alla quarta favola. L’effetto collaterale è che nel contempo si addormenta anche Dido-Dido che ascolta attento succhiando il biberon e lanciando qualche urlo di protesta.

Com’è, come non è, dovete sapere che l’altra sera Cesare era molto contento di dormire nel suo lenzuolo con tutti i numeri di varie forme e dimensioni:

- vedi, Papà qui ci sono i due, i tre, gli ottoni, i diecioni, poi i cinque, i quattro ma anche gli ottini e i diecini…

Arrivano le favole: ne leggo una, poi un’altra, poi l’ultima.

- allora sono tre, papà?
- [iPapy trasalisce] sì, amore te ne ho lette tre…
- allora domani possiamo dire ai nonni che me ne hai lette tre: prima una (fuori il pollice) poi due (fuori l’indice) e poi anche tre (fuori il medio): sì, sono proprio tre!
- [iPapy abbraccia il piccolo abaco biondo e lo bacia con schiocco]

OK, con i numeri interi non negativi siamo a posto.

(*) La lume (plur. invar. le lume): torcia elettrica a led, una volta di proprietà di iPapy. cit. quando si rompe la portiamo all’ospedale delle lume.

by Federico