Annunciaziò annunciaziò

Cesare e Ulisse sono lieti di annunciare il fidanzamento del parente acquisito jkl (1) con la signorina xyz (2) .

Prossimamente la giovane coppia sara’ lieta di organizzare pomeriggio danzante (3) con tutti gli amici.

Tanti auguri di imperitura felicità.

1 – il parente acquisito jkl nega esplicitamente l’autorizzazione al link. Noi siam gentiluomini e rispettiamo il suo volere.
2 – non abbiamo ancora avuto il piacere di conoscere la signorina xyz, pertanto linkarla ex abrupto ci sembrerebbe alquanto fuori luogo. Più che altro vorremmo evitare di essere stroppiati di mazzate.
3 – siam vecchietti, le serate le lasciamo ai giovani

Aspettative

Care maestre,
ci avete dato un compito davvero difficile quando ci avete chiesto:
ma voi, cosa vi aspettate da Casaglia?

Tre anni fa, come oggi, Cesare era lì in un lettino in stanza 6.
Stavano stabilizzando lo scompenso cardiaco e le porte della sala operatoria si stavano riaprendo per lui.
Con tutto quello che sarebbe venuto dopo.

Questo è un imprinting difficile da dimenticare.
Si diventa come soldati di guerra di trincea, con l’elmetto ben calato sulla testa che tiene dentro un solo pensiero: la speranza di arrivare vivi a domattina.

Lo sappiamo che da allora di domattina ce ne sono stati tanti. Sappiamo che le cose non sono rimaste lì, che Cesare non è più quel bambino tra la vita e la morte.

Ma lo è stato.

E adesso?
E adesso lo guardiamo, stupiti, camminare sulle sue gambine. Prendere felice lo scuolabus che lo porta a scuola da voi.
Lo vediamo tornare a casa la sera con tante nuove storie. Con nuove cose imparate, dalle braccia conserte all’aragosta da dipingere.
Con tanti amici di cui raccontare. Con un bosco di avventure da scoprire.

Lo aiutate a crescere nel suo percorso di autonomia, lo aiutate a imparare a stare con gli altri bambini, lo aiutate a fermarsi su un obiettivo.
E trasformate tutto questo ogni giorno in una nuova eccitante avventura che lui non vede l’ora di vivere.
Cosa potremmo aspettarci di più?

Grazie, care maestre di Casaglia.
Grazie per quello che gli regalate – e ci regalate- ogni giorno.
😀

Un lungo weekend

A parte che è iniziato giovedì con San Petronio. A parte che è contiuato venerdì che siamo andati a Parma a vedere la scuole elementare di iPapy.
Ma poi siamo arrivati a sabato e al CreativeCamp e a tanti cari amici.

SBAM! una pacca sul tavolo, a rinverdir antichi fasti tra iBaby e Beppe Palmasco. E il giro della morte di e con zia Feba. E lo strep tease di iPapy immortalato da DElyMyth. E lo zio jtheo, impagabile babysitter (ma perché non vieni più spesso a Bologna?NdR) . E zio Paolone che paoleggiava tra un nuuuuu e un sisisisisisisì. E la Anto che era lì non solo per organizzare, ma anche per salutare Bologna. E Philapple che merita di avere uno dei nostri pezzi di antiquartiato. Da un lato Sandrino che cercava di convincerci che si vive bene dove non osa nessuna ADSL e dall’altro Gioxx che non si staccava dal suo cazzillo di 3.

Insomma siam arrivati a sera davanti a una pizza da Vito e all’alba da noi.

Se non che poche ore dopo i due pargoli non han mica avuto pietà né degli iParents né di jtheo… ma la prima coccola stamattina è stata tutta per lui.
Meritatissima.

Vent’anni fa

Serata d’inizio primavera. Di quelle che incominciano ad esser chiare.
La stazione di Bologna, un treno da prendere per Roma.
Rapido. Con un’unica fermata a Firenze.
Come gli Eurostar di oggi, solo che eran vent’anni fa.

E vent’anni fa non c’erano i telefonini.
E se ti prende un infarto sul tratto appenninico possono solo sperare che funzioni il telefono di bordo o scrivere messaggi sui rotoli di carta igienica e lanciarli dai finestrini in prossimità delle stazioni.
Pregare che qualcuno li legga.

E far fermare il treno a Prato. Fermata straordinaria, perché questa è tutta una vicenda straordinaria.
Di una vita ricominciata vent’anni fa.

E oggi ricomincia di nuovo, perché poco fa ti hanno portato in camera dopo qualche giorno in terapia intensiva.
Oggi come vent’anni fa.

Buon compleanno, nonno.