Oggi prima riunione dei genitori della scuola nel bosco.
Genitori mai visti e conosciuti, visto che i bambini non vengono portati a scuola, ma ci vanno con lo scuolabus.
Tra le questioni normali, una un po’ più spinosa: l’ora di religione.
E lì son state due le cose a lasciarmi stupita:
1. su 50 bambini della materna solo due sono iscritti all’ora di religione più altri due indecisi che entro domani scioglieranno la prognosi. In classe non c’è il crocifisso. Non me lo sarei mai aspettato nella cattolicissima Italia.
2. una delle mamme indecise avrebbe tanto voluto far fare al figlio l’ora di religione. Però avrebbe voluto anche che la facesse nell’aula con gli altri compagni di classe perché non si sentisse escluso.
Sarà che essere diversi per noi non è mai stato un problema, ma davvero mi perplimo.
E ancor più mi perplimo pensando a Sara, anche lei tre anni e anche lei appena arrivata alla materna.
I suoi genitori non vogliono che a Sara venga insegnata la religione cattolica. Ma a Cecina questo non si fa. O meglio, solo in tre avrebbero chiesto di farlo, per sentirsi rispondere dalle maestre che se proprio volevano far sentire i loro figli diversi, ’sti poveri bimbi sarebbero potuti stare con i bidelli.
Ovviamente la mamma di Sara ha ribaltato l’ufficio scuola, ma questo c’entra poco.
La morale della storia è che se non sei cattolico in un gruppo di cattolici ti devi adeguare per non sentirti diverso, ma se sei cattolico in un gruppo di non cattolici il gruppo si deve adeguare a te per non farti sentire diverso.
Democratici, come sempre.
by D.