Caro Babbo Natale

Qui ti si scrive con carta e penna, cose del millennio passato:

Una macchina con gli occhi, (Wall-e, NdR), un’altra macchina con gli occhi per mio fratello, una giacca da orso, un triceratopino piccolo così, un cavallo senza spada per il mio amico, un acchiappasogni per chi mi fa i dispetti così gli porta via i sogni brutti, anzi gli presto il mio di acchiappasogni.

E non smettiamo di acchiapparli mai questi sogni: scrivere a Babbo Natale per i propri figli è la cosa più bella del mondo. Ecco.

Sentirsi genitori

Nessuno firma niente quando metti al mondo dei figli.

Nessuno fa corsi obbligatori.

Qualcuno fa qualche rituale a base di costumi da meringa. Noi no.

Sta di fatto che non ti accorgi di diventare genitore finché non compaiono i sintomi

Sintomi che peggiorano col tempo. In senso buono, eh?

Che quando i due pargoli e la donna che ami sono lontani per soli cinque giorni cominci a sentirli.

A nulla vale il contatto costante internettiano (chat, mail, video chat, twitter, e combinazioni di essi). Non è la stessa cosa che averli vicino.

Passano una, due foto sul desktop e un vuoto allo stomaco ti segnala che ci sei. Sei in piena zona genitoriale.

Un dolcissimo punto di non ritorno.