Sicurezze

Nel buio pomeridiano delle tapparelle che ci difendono dalla canicola estiva ravennate, Cesare e Ulisse dormono profondamente nel divano rosso della casa di Elena.

Mi alzo per farmi un caffé, silenzioso come un gatto preparo la caffettiera. La voce di Cesare mi coglie alle spalle dal suo lucido dormiveglia.

– Non ti preoccupare, Papà: ci sono qui io.
– Grazie, Cesare.

Nessuna altra parola, il piccolo nuotatore stanco dorme come non mai.

Caro Babbo Natale

Qui ti si scrive con carta e penna, cose del millennio passato:

Una macchina con gli occhi, (Wall-e, NdR), un’altra macchina con gli occhi per mio fratello, una giacca da orso, un triceratopino piccolo così, un cavallo senza spada per il mio amico, un acchiappasogni per chi mi fa i dispetti così gli porta via i sogni brutti, anzi gli presto il mio di acchiappasogni.

E non smettiamo di acchiapparli mai questi sogni: scrivere a Babbo Natale per i propri figli è la cosa più bella del mondo. Ecco.