Archive for December, 2008

L’ultimo cliente di Natale

Wednesday, December 24th, 2008 at about 22:25

In un episodio che non vi abbiamo mai raccontato due quasi genitori spaventati si aggiravano per il centro di Bologna aspettando l’esito di un esame genetico.

Quel risultato avrebbe deciso se festeggiare per affrontare solo una cardiopatia o rinunciare a combattere contro la sindrome di DiGeorge.

L’esito necessitava dei suoi tempi. Le angosce avevano tempi più veloci. Quattro anni fa.

I due naufraghi sbarcano in un piccolo caffé in una piccola via nel centro di Bologna, dove vengono coccolati con due cioccolate raffinate. Mai venne dimenticato quel momento.

Di lì a poco i due futuri genitori avrebbero festeggiato con altra cioccolata, una battaglia contro il truncus ateriosus ancora da combattere, per un bambino al 90% vivo, che è meglio del 100% morto.

Fu così che una sera di Natale, in una Bologna freddissima avvolta nella nebbia, uno di quei genitori trova un bel regalo coccoloso in quel caffé e decide di prenderlo per una mamma che di regali non ne vuole sapere. Anzi, li proibisce.

E’ l’ultimo cliente, ha notato il cartello “locale in chiusura”, sceglie il suo regalo e aspetta pazientemente il conto.

- posso intrattenerla? (arriva una cioccolata bollente in una tazzina da caffé)
- voi eravate qui anche quattro anni fa? (chi sa mai che abbiano cambiato gestione)
- certo!
- perché non è la prima volta che ci coccolate…
- E’ CESARE!
- …
- me lo ricordo! Come potrei dimenticarmi una storia così! Come sta?…

Trattenendo i lacrimoni a stento, pago, auguro il buon Natale e li invito a leggere iBaby (benvenuti).

E’ stato un’ottimo modo per disubbirti, Daria: buon Natale, ti amo.

E buon Natale Cesare, Buon Natale Ulisse, Buon Natale Clarence. Siamo arrivati in fondo al trampolino anche quest’anno.

by Federico

Riti di passaggio

Sunday, December 21st, 2008 at about 18:43

Due mezzi di lettino

Da alcune notti le notti sono sempre più difficili. Il sonno di iMamy, che ha il dono non richiesto di sentire ogni rumore e svegliarsi del tutto, viene turbato più del solito da un Ulisse che non ne vuol sapere di dormire sul lettino.

Ulisse prima si rifiuta di dormire, poi migra da divano a lettino a letto del fratello (cui ha strappato ripetutamente le tende da castello-letto), al nostro lettone. Se non viene bene accolto si fa spazio a calci, guai a protestare.

Come già successe per Cesare è evidente che il lettino ha fatto il suo tempo: forse geometricamente adatto ad un esserino di meno di un metro ma praticamente inservibile per un piccolo Diavolo della Tasmania, tutto muscoli, giravolte e tornadi.

Parte la missione Ikea, da cui i due prodi iParents tornano con scaffalatura a tre gradini per favorire l’ascensione al castello-letto e pouf imbottito di palline per attutire le cadute.

Il pouf verrà restituito perché troppo massiccio e imgombrante ma la missione prosegue e poco fa, di nuovo a colpi di brugola, ha colpito il suo bersaglio, obbligandolo a trasformarlo in due poltroncine.

A tante cose ero pronto ma non a vedere andare in pensione un lettino. Groppo alla gola, senso del dovere inevitabile, e amorevole cura per i pezzi da smontare.

E chissà cosa diranno di due diretti interessati, che stanno dormendo di là, in un eccezionale pomeriggio di pace.

by Federico

Caro Babbo Natale

Saturday, December 20th, 2008 at about 23:30

Qui ti si scrive con carta e penna, cose del millennio passato:

Una macchina con gli occhi, (Wall-e, NdR), un’altra macchina con gli occhi per mio fratello, una giacca da orso, un triceratopino piccolo così, un cavallo senza spada per il mio amico, un acchiappasogni per chi mi fa i dispetti così gli porta via i sogni brutti, anzi gli presto il mio di acchiappasogni.

E non smettiamo di acchiapparli mai questi sogni: scrivere a Babbo Natale per i propri figli è la cosa più bella del mondo. Ecco.

by Federico

Impatto dell’architettura sacra nell’immaginario infantile

Saturday, December 13th, 2008 at about 19:53

San Luca di Notte

Originally uploaded by ale_70night.

Nell’inarrestabile routine imposta dai tandem-pargoli frapposto al tandem-lavoro esiste una piccola oasi dove ci rifugiamo ogni tanto: la pizzeria da Vito a San Luca, in cima all’omonimo colle bolognese.

Ci si conosce, si scambiano un po’ di battute, i bimbi hanno fogli e pennarelli a volontà, il mangiare è buono e quando Cesare e Ulisse sono stufi di stare a tavola possono scorrazzare per lo stanzone.

Erano i giorni freddi e grigi di novembre, San Luca avvolto nella nebbia illuminata dai suoi potenti fari giallastri aveva un che di mistico e spettrale, anche per noi miscredenti.

Usciamo dalla pizzeria, pronti per tornare a casa e il nostro sguardo viene rapito dal panorama sovrastante: San Luca, la luna, la nebbia. Cesare ammira lo spettacolo ed esclama:

Mamma, ma quella è la casa dei gatti!

Gli architetti barocchi sapevano il fatto loro, non c’è che dire.

by Federico