2 agosto

Monday, August 4th, 2008 at about 10:33

Lo so che ormai siamo al 4, ma tanto in questa casa non arriviamo mai in orario.

Il 2 agosto per noi è sempre tempo di ricordare.
La manifestazione per la strage della stazione. Ché non ci si dimentica mica di quelli che sono morti.
E di quelli che son sopravvissuti, che il conto più grosso l’han pagato loro.

Ci andiamo sempre. Anche se fa caldo. Anche quando abbiamo altro da fare.

Anche quest’anno avevamo altro da fare.
Abbiamo lasciato la piazza quando parlava Rotondi, che aveva ragione Libero Mancuso a dir che non lo avrebbero fischiato.

E siam partiti.
Ché non volevamo lasciare andare Thomas senza il nostro saluto.
Anche se faceva caldo. Anche se era una giornata da bollino nero sulle autostrade. Anche se la nonna si era ammalata. Anche se…

E da quest’anno il 2 agosto sarò ancor più una pietra nella nestra memoria.

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by D.
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Una candelina

Tuesday, July 29th, 2008 at about 23:24

Ché questa luce possa accompagnare i tuoi passi leggeri, Thomas.

by D.
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Sentirsi genitori

Tuesday, July 22nd, 2008 at about 18:03

Nessuno firma niente quando metti al mondo dei figli.

Nessuno fa corsi obbligatori.

Qualcuno fa qualche rituale a base di costumi da meringa. Noi no.

Sta di fatto che non ti accorgi di diventare genitore finché non compaiono i sintomi

Sintomi che peggiorano col tempo. In senso buono, eh?

Che quando i due pargoli e la donna che ami sono lontani per soli cinque giorni cominci a sentirli.

A nulla vale il contatto costante internettiano (chat, mail, video chat, twitter, e combinazioni di essi). Non è la stessa cosa che averli vicino.

Passano una, due foto sul desktop e un vuoto allo stomaco ti segnala che ci sei. Sei in piena zona genitoriale.

Un dolcissimo punto di non ritorno.

by Federico

Conversazione sotto il pesco

Friday, July 11th, 2008 at about 22:53

Un nonno in ospedale da due settimane.
E il tato che gli disegna un autobussone con tante farfalle colorate, che lo porti a casa prestissimo.
Il nonno che sta subito meglio.

E’ riparato il mio nonno? - chiede il Tato allo zio

- E’ in riparazione, Cesare, ma manca poco e tornerà a casa

Col mio autobussone?

- Certo, Cesare. E tu?

Io sono già stato riparato. - dice serio serio. Poi scappa via a giocare.

Brivido lungo la schiena di iMamy.

by D.
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